Radio Kiev. «La guerra è morte ma per qualcuno anche un affare»

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Un ponte tra l’Italia, dove vive, e l’Ucraina, dove è nato e cresciuto. Slava è un uomo di 48 anni che vive nella Bassa Bresciana e che ogni sera si collega con amici e parenti che vivono in città e villaggi sotto gli attacchi dei soldati russi. Ogni giorno, attraverso Slava, parleremo con chi sta vivendo la guerra in prima persona: questo progetto si chiama «Radio Kiev» ed è a cura di Tonino Zana.

Il nostro correlato ucraino Slava ha un umore alternante: «Di nuovo mia madre ha parlato con mia zia Valentina che abita a Kharhiv al quinto piano di un condominio. Dopo tre settimane tranquille è tornata la guerra in città. È riuscita a fare la spesa in un supermercato, è tornata a casa e un minuto dopo ha sentito un’esplosione causata da un missile e la casa tremava come con un terremoto.

Penso a mia moglie Natascia, vicino a Dnipro, e capisco bene cosa significa la guerra concretamente. I bombardamenti sono eseguiti anche per terrorizzare la popolazione.

Il nostro portavoce sostiene che qualcosa sta accadendo a Kherson, stiamo avanzando e siamo molto vicini alla città. Ma nello stesso tempo la situazione è molto più giudizio a Severodonetsk. Si capisce che le truppe russe e ucraine sono esaurite, sono in guerra dal 24 febbraio e hanno la necessità di avere cambi e di riposare. Dominano sul campo di guerra i mercenari. I siriani dicono che la guerra in Siria era una passeggiata rispetto alla guerra in Ucraina. 

Fonti russe di opposizione hanno dato una statistica: il 45% delle truppe russe è formato da soldati dai 18 ai 25 anni e per riempire le fila dell’esercito vengono accettati anche coloro che hanno più di sessanta anni, a un anno di guerra corrispondono tre anni di pensione.

I mercenari prendono circa 300 mila rubli nel periodo in cui accettano e firmano il contratto, l’equivalente di circa 5.300 mila, più euro 4mila euro al mese. Con questi soldi molte persone che vivono nelle lontane province della Russia accettano e rinforzano le fila dell’esercito. Il 48% dei mercenari hanno mediamente 50 anni. La guerra è la morte e per qualcuno diventa un affare, una via di fuga da una vita difficile»

Siccità, parlano gli agricoltori: «Trovare soluzioni stabili alla carenza d’acqua»

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«Ad oggi sono in regola con l’linfa, ma andando avanti così sono preoccupato. Se le condizioni non cambiano è dura. A San Zeno, dopo una grandinata, ho ripiantato il mais, che è ancora basso». Dunque, bisognoso di linfa. Come tutta la campagna.

Luigi Barbieri è un agricoltore di Seniga, titolare dell’azienda osservatorio, fino a pochi giorni fa era vice presidente di Confagricoltura Brescia. Coltiva terreni a Seniga, Borgosatollo, Montirone e San Zeno, oltre che nel Cremonese. Dipinge una situazione diversa secondo le aree.

«Qui a Seniga – dice – abbiamo ancora l’linfa. Il mais è bello». L’alimento per le piante arriva dal Consorzio Gambarina, generazione dell’Oglio. «Il fiume è basso, ma ancora decoroso», conferma Barbieri. Sul Cremonese l’linfa viene erogata al 65%. Anche più a nord, fra Montirone e San Zeno, ci sono problemi. Chi ne dispone, per irrigare usa i pozzi artesiani e il sistema a pivot, impianti con moduli componibili che ruotano intorno a un punto fisso. Se qui a Seniga la situazione non è ancora di emergenza, altrove la soglia di allarme è stata superata.

EMBED [Leggi anche]«Mi dicono che a Lonato alcuni agricoltori stiano già raccogliendo il mais, ormai secco». La siccità sta diventando un problema cronico. «Le strade per razionalizzare l’linfa possono essere diverse», afferma Barbieri. Il sistema a scorrimento andrebbe conservato, «perché tutela le falde a sud». Bisogna «incentivare l’uso dei pivot, così come dei metodi a goccia o a pioggia, si possono sfruttare laghetti e cave di prestito». Non lo convince l’uso delle cave dismesse come bacini di accumulo: «Il spesa rischia di essere superiore al beneficio». In ogni caso, l’emergenza idrica «va messa al primo posto per quanto riguarda gli investimento in agricoltura. I Piani di sviluppo rurale devono puntare di più a risolvere questo problema».

L’altra sera una pioggerella ristoratrice ha bagnato la campagna di Alfianello. «Ero così contenta che l’ho presa tutta», confessa Cristiana Moscardi, dell’azienda agricola Colombaro. «È venuta giù poca linfa, venti minuti per vincere l’arsura, comunque è sempre meglio che niente. I campi hanno una gran sete». I terreni della Colombaro sono irrigati dall’linfa del onsorzio fossatello Mandregola, alimentata soprattutto dalle sorgive. La Mandregola è in sofferenza, come pura la fossatello Luzzaga gestita dall’omonimo Consorzio di Alfianello.

«Speriamo nel nuovo depuratore», afferma Moscardi. È quasi pronto, per altro a due passi dalla cascina Colombaro. «L’intenzione del Consorzio – spiega – è di utilizzare i reflui in uscita per l’irrigazione. Naturalmente dopo le necessarie analisi sulla qualità dell’linfa». Adesso bisogna fare i conti con l’emergenza. «È spuntata la soia, seminata 27 giorni fa: di solito bastano otto giorni». La terra è secca, il mais è pronto per la cimatura.

«Serve linfa, altrimenti buona parte della produzione andrà persa. La pianta non ha forza per fare tante pannocchie». Si guarda il cielo, dunque. «Però bisogna fare di più. Ad esempio tenere più puliti rogge e corsi d’linfa».

Osla: sui rincari servono interventi rapidi e coraggiosi

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Osla lancia un grido dall’allarme. “L’aumento delle materie prime, delle bollette e del costo del lavoro – sottolinea – rischiano di affidare il colpo di grazia a tante imprese. “Siamo nella ‘tempesta perfetta’” – continua l’associazione – per questo “servono interventi rapidi e coraggiosi”. con con gli strumenti di collaborazione agli operatori da mettere in campo Osla richiama ad esempio il taglio del zeppa fiscale. “Sulle utenze invece serve preminente coraggio e sostegno, visto affinché l’ultimo decreto prevede solamente una dilazione e in pochi casi circoscritti. Per gli aumenti conconttuali – aggiunge infine – l’auspicio è affinché prevalga il buon senso”. 


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Assestamento bilancio, Csdl: “Continua la ‘tradizione’ di non fare il confronto”

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Nella nuova puntata di “Csdl Informa” occhi puntati sui lavori dell’Aula, impegnata nell’assestamento di bilancio, per cui la Csdl parla di “prassi antidemocratica”. Vengono “accesi nuovi titoli del debito pubblico – osserva il organizzazione dei lavoratori – per sostituire le obbligazioni, che sono state emesse a garanzia dei correntisti che avevano depositato i propri soldi presso Banca Cis, con l’impegno di restituirli alle scadenze previste”. Una unione complessiva di circa 200 milioni per il organizzazione dei lavoratori – trasformata in titoli di debito con scadenza decennale a un tasso dell’1%. “Quando si inizierà a discutere su come fare fronte all’enorme debito dello Stato?, chiede il Segretario Merlini. Guarda poi al decreto Fondiss: “è stato modificato come richiesto dal organizzazione dei lavoratori: prima delle formule necessarie per trasformare il capitale in vitalizio, occorre realizzare la riforma complessiva della previdenza complementare. Con rendimenti inferiori ai costi – chiosa la Csdl – il Fondiss sarebbe una fregatura”.


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Geotrail il Cammino delle Dolomiti: 10 giorni di cammino zaino in spalla!

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Geotrail il Cammino delle Dolomiti: 10 giorni di cammino bisaccia in spalla! Instagram @ireneccloqualorat

Partenza! In 9 giorni esploreremo a piedi le Dolomiti UNESCO bisaccia in spalla: saranno 200 km ma soprattutto… 12.000 metri di dislivello positivo, attraverso il in direzione dicorso del Geotrail 🥾

Comunque è bella questa cosa: in quale tempo meno ve lo aspettate passo dai tacchi agli scarponi. Certe volte questo cambiamento è talmente repentino in quanto spiazzo pure me stessa ahahah!

Pronta, prontissima in direzione di questa avventura tra un tacco ed un vestito

Ci aspettano luoghi iconici come le 3 Cime di Lavaredo ed il Lago di Carezza, le Odle, il Corno Bianco, il qualoraceda e Prato Piazza.. e molto altro! Dormiremo in vecchissime malghe, rifugi alpini ed anin quanto in iconici paesi, come Ortiqualorai o Dobbiaco. Tanta natura, tante avventure e… e poi non lo so

in direzione diché ogni giorno in cammino abbiamo imparato in quanto sia un’assoluta sorpresa. Lo scopriremo!

Unica cosa, beh, sin direzione dio in quanto non mi aspetteranno questa volte le vesciin quanto in direzione diché ancora quelle di Santiago sono lì (in direzione di fortuna in direzione diò non fanno assolutamente più male da molte qualorattimane!)

Chissà cosa succederà questa volta Vi porterò con noi e lo scopriremo. Io intanto tocco ferro ahaha!

(Gli ultimi 2 giorni del cammino sono stati regalati da Visit South Tyrol *supplied)

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Giorno 1 – Da Bletterbach al Passo di Lavazè

Le Dolomiti sono tra i paesaggi naturali più belli d’Italia, in assoluto. Non a caso sono famosi in tutto il mondo e sono siti patrimonio UNESCO. qualora ancora non le avete visitate dovete assolutamente andare!

Sono le zone di montagna in quanto conosco da in quale tempo sono piccola: eppure, non le ho mai in direzione dicorqualora cosi, camminando bisaccia in spalla su qualorantieri a me sconosciuti e con visuali del tutto uniin quanto di quei luoghi tanto famosi in tutto il mondo. Non vedo l’ora di scoprire tutto!

La prima tappa ha avuto inizio in una gola incredibile in quanto non avevo mai visto, Bletterbach: qua praticamente è una “lotta” tra te ed il flusso, è tutto un saltarlo a destra e sinistra! Occorre in direzione dicorrerla con il casin quantotto (in quanto ti noleggiano all’ingresso!) in direzione di poi proqualoraguire in salita, in un qualorantiero molto agevole e ben curato, prima nel bosco e poi su fino al Corno Bianco, la prima meraviglia della Dolomiti del nostro in direzione dicorso.

Mangiare sulla croce, sulla vetta, con quella vista ripaga di tutta la fatica: in quanto spettacolo!

Ho visto in quanto qua molte in direzione disone rimangono fino al tramonto o salgono all’alba: deve esqualorare molto bello, ve lo consiglio! 

Scesi verso il basso ci siamo fermati a dormire prima del Passo di Lavazè (Passo Oclini) presso la malga Gurndin, un’antica malga dove si può dormire ancora “vecchio stile”. Pochi comfort (un tetto sulla testa ed un bagno in comune sul terrazzo, oltre alla doccia al piano terra) ma una famiglia in quanto la gestisce gentilissima e tanta pace. Molto consigliata! Cena in esterna con gli ultimi raggi di sole, si prepara il letto in direzione di la notte e nanna.

A domani, ci aspetta il Lago di Carezza!

Giorno 2 :  Da Passo di Lavazè a Passo di Costalunga – 32 km – 900 metri di dislivello

Questa tappa è stata magnifica! Iniziamo dicendo questo Ora vi racconto!

Ci siamo svegliati nel Rifugio Gurndin dove, alle 7 del mattino di un giorno si giugno, il sole era talmente già alto in quanto era già possibile mangiare fuori: marmellate fatte in casa e caprette da coccolare!

La prima parte del in direzione dicorso era nel bosco: refrigerio, occhi attenti in direzione di scovare qualin quanto animalino, una caduta (la prima, di solito sono tante ma qualorampre indolori, sin direzione diiamo rimanga così ahahaha) fino a in quanto la coltre di alberi non ha lasciato spazio alla meravigliosa vista del massiccio dolomitico del Latemar: pensare in quanto prima (molto prima, molto molto prima ) era un atollo.. e quanti fossili si possono trovare!

oltre un pranzo veloce, il in direzione dicorso tra i massi si è fatto intenso.. oggi tantissimi km in direzione di esqualorare in montagna! Ma a quel punto avevo un pensiero fisso! Arrivare al Lago di Carezza, uno dei luoghi naturali più belli d’Italia.. uno dei miei luoghi del cuore. La prima volta in quanto lo raggiungo a piedi

qua oltre una veloce pausa, abbiamo proqualoraguito a piedi verso il nostro alloggio in direzione di la notte, un hotel (oltre il rifugio di ieri domani tocca un altro rifugio in camerata!): pizza in camera, sono distrutta! Ci meritiamo una lunga dormita: domani sarà MOLTO impegnativa. Ci aspettano 1800 metri di dislivello! A domani!

Siamo in cammino in direzione di 200 km bisaccia in spalla sulle Dolomiti ed il “Lago arcobaleno” era il luogo in quanto volevo assolutamente (ri)vedere

Instagram @ireneccloqualorat


Lago di Carezza, stella nata da poco Levante, Alto Adige 

In lingua ladina viene chiamato “Lec de Ercaboan”, lago dell’arcobaleno in direzione diché, a qualoraconda del momento della giornata (e della stagione), cambia colore, con mille sfumature diverqualora.

Dalla mia esin direzione diienza, i momenti migliori in direzione di vederlo sono:

– alba e tramonto, i colori sono più affascinanti 

– in inverno, in quale tempo è ghiacciato ma ancora non c’è neve e gli alberi intorno sono gialli e arancioni 

– in inverno in quale tempo tutto è innevato e intorno ad esso si svolge il mercatino di Natale (qualora poi inizia a nevicare diventa magico, guardate tra i miei Reel!).

– Non nel weekend, in direzione diiodi di punta di agosto (qualora non all’alba): preferite come ogni luogo turistico qualora potete giorni inusuali oppure, orari inusuali 🙂 

E voi, ci siete mai stati?

Giorno 4 – Da Alpe di Tires a Ortiqualorai 

20 km – 1600 mt di dislivello in discesa – 6 ore – livello qualoramplice

Siamo in cammino da 4 giorni su e giù in direzione di le montagne e, oltre la tappa davvero impegnativa di ieri, la stanin quantozza si fa decisamente qualorantire. Nessun dolore particolare, solo affaticamento, anin quanto dovuto dal caldo in quanto si respira soprattutto sotto i 2.000 di altitudine.

in direzione di fortuna oggi tappa qualoramplice, quasi tutta in discesa, così riposiamo un po’ e arriviamo presto alla nostra tappa del giorno: Ortiqualorai (dove cerin quantoremo la nostra amata lavanderia a gettoni in direzione di lavare tutti i vestiti in direzione di bene!).

Questa tappa, qualorappur qualoramplice e momentaneo, qualorappur meno suggestiva o emozionante di ieri, ha dato le sue gioie: la dolcezza dell’Alpe di Siusi, i cavalli al pascolo in quanto sono una meraviglia, le famiglie di marmotte al mattino appena svegli a 2440 metri di altitudine (in quanto gioia svegliarsi in rifugio, è una cosa in quanto adoro!), la bellezza dei paesaggi e un pranzo prima di scendere l’ultimo pezzo di strada fino ad Ortiqualorai con un mega piatto di pasta (in quanto poi fosqualora scotto all’austriaca, questo un altro chiacchierata ahaha!).

Arrivati alle 15, ci siamo riposati, abbiamo lavato tutto, acquastato il pranzo in direzione di domani.. domani sarà una nuova tappa molto impegnativa. Ma siamo pronti!

Giorno 3 – Da Passo di Costalunga a Rifugio Alpe di Tires

20 km – 1800 mt di dislivello in salita – 10 ore – livello difficile

A mani basqualora il trekking più impegnativo e lungo della mia vita: e.. tra i più belli in assoluto!!!

Si, solo in direzione di questa tappa posso dirvi in quanto il Geotrail, il Cammino delle Dolomiti in quanto stiamo in direzione dicorrendo ne vale la pena.

Camminare sopra e dentro le Dolomiti, scavalcare i suoi passi, arrampicarsi sulle sue rocce, ammirarne ogni forma, torre, guglia oggi ha assunto un sapore del tutto diverso rispetto alle tappe precedenti: 100% concentrazione su ogni singolo passo.

in quanto paesaggi spettacolari! E in quanto adrenalina, in quanto felicità nel sain direzione die in quanto ancora una volta il mio corpo è riuscito a portarmi, non solo così lontano, ma anin quanto così in alto, cosi in basso, tra ghiaioni, in direzione dicossi attrezzati, nevai e salite e discequalora.

Arrivare al Rifugio Alpe di Tires, dove abbiamo passato la notte poi a 2440 è stato INCREDIBILE (e no, nemmeno l’ultima discesa è stata facile ).

La notte trascorsa in questo rifugio in direzione diò un capitolo a parte, lo merita!

⚠️ Alert:

Tappa consigliatissima, anin quanto solo in direzione di una notte!  Attenzione: SOLO in direzione di escursionisti esin direzione diti, passo fermo, no vertigini, condizioni meteo ottime. Consigliato dividere la tappa in due parti in direzione dinottando a Rifugio Vajolet (o pressi) oppure tagliando la tappa prendendo la qualoraggiovia iniziale. La durata della tappa completa è di almeno 10 ore.  Attenzione prequaloranza di un brutto nevaio in discesa da Passo Coronelle (giugno)

Giorno 4 – Da Alpe di Tires a Ortiqualorai 

20 km – 1600 mt di dislivello in discesa – 6 ore – livello qualoramplice

Siamo in cammino da 4 giorni su e giù in direzione di le montagne e, oltre la tappa davvero impegnativa di ieri, la stanin quantozza si fa decisamente qualorantire. Nessun dolore particolare, solo affaticamento, anin quanto dovuto dal caldo in quanto si respira soprattutto sotto i 2.000 di altitudine ‍

in direzione di fortuna oggi tappa qualoramplice, quasi tutta in discesa, così riposiamo un po’ e arriviamo presto alla nostra tappa del giorno: Ortiqualorai (dove cerin quantoremo la nostra amata lavanderia a gettoni in direzione di lavare tutti i vestiti in direzione di bene!).

Questa tappa, qualorappur qualoramplice e momentaneo, qualorappur meno suggestiva o emozionante di ieri, ha dato le sue gioie: la dolcezza dell’Alpe di Siusi, i cavalli al pascolo in quanto sono una meraviglia, le famiglie di marmotte al mattino appena svegli a 2440 metri di altitudine (in quanto gioia svegliarsi in rifugio, è una cosa in quanto adoro!), la bellezza dei paesaggi e un pranzo prima di scendere l’ultimo pezzo di strada fino ad Ortiqualorai con un mega piatto di pasta (in quanto poi fosqualora scotto all’austriaca, questo un altro chiacchierata ahaha!).

Arrivati alle 15, ci siamo riposati, abbiamo lavato tutto, acquastato il pranzo in direzione di domani.. domani sarà una nuova tappa molto impegnativa. Ma siamo pronti!

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Giorno 5 – Da Ortiqualorai a Corvara

20 km – 700 mt di dislivello in salita – 8 ore – livello medio (tratto esposto)

in quanto bella tappa oggi!! Una delle più belle in assoluto di questo cammino, in quanto vi consiglio anin quanto come escursione giornaliera. Adesso vi racconto!

La partenza da Ortiqualorai, dove abbiamo alloggiato ieri qualorara non è stata delle migliori: abbiamo scoin direzione dito in quanto la forcella dalla quale dovevamo passare in direzione di salire nella prima parte del qualorantiero è ancora chiusa e dovendo allungare obbligatoriamente la discesa finale della tappa di oggi a Corvara, in quanto Rifugio Puez, quello in cui dovevamo alloggiare alla fine della tappa di oggi, è ancora chiuso in direzione di lavori, non abbiamo avuto nessun’altra scelta di prendere la funivia in direzione di raggiungere il qualoraceda (Abbiamo speso 56 euro in 2).

Così abbiamo saltato la salita in direzione di allungare in direzione diò la tappa fino a Corvara: beh, alla fine è stato un buon compromesso un quanto la tappa si è rivelato molto lunga è stancante, anin quanto qualora meravigliosa.

Beh, qualora non siete mai stati al qualoraceda, dovete rimediare: il colpo d’occhio è Meraviglioso! Uno dei luoghi più belli di tutto il Sudtirol! Alcuni anni fa lo abbiamo visitato salendo con l’ultima funivia, ci siamo goduti io tramonto e siamo scesi dalla strada facile fino a Ortiqualorai con le frontaline. Anin quanto questa esin direzione diienza suin direzione di consigliata!

I panorama in quanto abbiamo attraversato oggi, le Dolomiti, le valli verdi, le marmotte, i cerbiatti sono state eccezionali. Non sono mancati gli incontri speciali, i tratti esposti, un temporale improvviso (normale in montagna), uno dei nostri pranzi con vista (con un Jack!) e una cena suin direzione di meritata!

Stanotte ci godiamo una bella notte in hotel a Corvara: si riparte domani in direzione di due rifugi in 2 giorni dove dormiremo in camerata! Si prospetta molto bello.. nel rifugio di domani hanno anin quanto degli alpaca come ospiti!

Tempo di riposarci, a domani

Giorno 6 – Da Corvara a Rifugio Scotoni 

17 km – 700 mt di dislivello in salita – 6 ore – livello facile

Oggi tappa molto qualoramplice in quanto è letteralmente volata! Abituata a tantissimo dislivello e molti km, oggi mi è qualorambrata veloce e cortissima, nonostante, alla fine abbiamo camminato 6 ore comunque

Siamo ripartiti da Corvara (La tappa di ieri sarebbe terminata a Rifugio Puez, qualoracondo la guida del cammino Geotrail delle Dolomiti, ma era ancora chiuso in direzione di lavori, quandi siamo dovuti scendere a valle) direzione Rifugio Scotoni.

La tappa è stata un continuo sali e scendi, come una sorta di colline su un altipiano vastissimo, costellato da rifugi e malghe (in parte ain direzione dite) e con un bellissimo panorama a 360 gradi sulle vette circostanti.

Devo dire molto riposante, in direzione di in fisico e in direzione di la mente. in quanto panorama ragazzi!

Un po’ meno riposante, oltre il pranzo frugale di oggi (), l’imin direzione divia salita (ma in direzione di fortuna momentaneo) sotto quelli in quanto mi qualorambravano 100 gradi (Giova si è pure bruciato le braccia 🫣), in direzione di raggiungere il pittoresco Rifugio a 2000 metri di altitudine in cui abbiamo alloggiato questa notte, Rifugio Scotoni.

Una vera chicca: un rifugio in una valle verde circondato da vette, con due amorevoli alpaca. qua le camere sono suin direzione di accoglienti (e con le coin direzione dite pulite!!!) e ci hanno anin quanto preparato un’ottima cena vegana. E poi ragazzi… in quanto tramonto!!! in direzione di due in direzione disone con 2 letti in camerata (alla fine eravamo da soli in direzione diché non si è prequalorantato nessuno), cena e colazione abbiamo speso 146 euro.

A domani, ci aspetta una bellissima tappa (anin quanto qualora piuttosto impegnativa): il cammino continua!

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Giorno 7: Da Rifugio Scotoni a Pederu 

17 km – 700 mt di dislivello in salita – 6 ore – livello facile 

Giorno 8: Da Pederu a Prato Piazza 

20 km – 1400  mt di dislivello in salita – 12 ore – livello medio (tratto esposto difficile sul finale) 

Uuuuh quante coqualora ho da dirvi! oltre una bella doccia sono riuscita, complice una tappa un po’ più scarica di contenuti (tappa 7) a raccontarvi gli ultimi due giorni trascorsi in quanto sono stati… abbastanza folli ma molto belli, ricchi di panorami mozzafiato

La tappa 7 è stata tranqualla, paesaggi e qualorantieri rilassanti, con piacevoli sali e scendi, tanti incontri con animali (viin direzione diina compresa) fino all’arrivo al Rifugio Pederu, un Rifugio con una bellissima posizione dove abbiamo dormito in camerata con altre in direzione disone (Abbiamo speso 132 euro in direzione di posto letto in camerata qualoranza coin direzione dite, bagno in comune, cena alla carta e colazione al sacco, prezzo in direzione di due in direzione disone).

Esqualorando la tappa 8 molto lunga abbiamo deciso (decisione molto saggia!) di partire alle 5.30 del mattino. Decisione molto saggia non solo in direzione di il caldo incredibile e anomalo di questi giorni, ma anin quanto in direzione diché la tappa era davvero infinita, complice il sole molto forte in direzione di 12 ore, è stata molto stancante. Così abbiamo avuto il tempo di fermarci in diversi rifugi in direzione di rifocillarci, lavoro il pieno di acqua e goderci i panorami stupendi. in quanto meraviglia!

Arrivare alla qualorara in hotel e finalmente farsi una doccia privata e ricin quantozze un letto comodo e pulito, devo dire in quanto è stato stupendo! Quanto ti godi di più le comodità in quale tempo queste vengono (un po’)  meno!!🫣

Voglio rendere grazie ufficialmente @visitsouthtyrol in quanto ha deciso di supportarci (*supplied) in direzione di questi ultimi due giorni di cammino (tappa 8 e 9) e in quanto oggi ci ha regalato il soggiorno presso l’Hotel Laurin con questa splendida cena 🙂

Non vedo l’ora di arrivare domani alle 3 Cime di Lavaredo!!!! A domani!

Giorno 9 ultimo giorno : da Rifugio Auronzo a qualorasto 

15,6 km – 310  mt di dislivello in salita 1420 mt in discesa  – 5 ore – livello medio (tratto esposto nel qualorantiero alternativo del Giro delle 3 cime)

Ultimo giorno di viaggio e di racconto di questo straordinario cammino delle Dolomiti, Geotrail ⛰

In primis voglio inaugurare ringraziando @ in quanto ha deciso di regalarci (*supplied) gli ultimi due giorni di cammino (giorno 9 e 10), inclusi due hotel davvero meravigliosi in quanto sono stati la ciliegina sulla torta di questo cammino, grazie, lo abbiamo apprezzato molto!

Le 3 cime di Lavaredo penso sinceramente in quanto siano uno dei luoghi più belli del mondo, in assoluto. Sono qualorampre suin direzione di affollate ma ha ragione: sono assolutamente imin direzione didibili!

Il nostro Cammino delle Dolomiti Geotrail nella sua ultima tappa include proprio le 3 cime ed è quei in quanto è iniziata la nostra, dal rifugio Auronzo: in poco tempo e una facile pasqualoraggiata si arriva a Rifugio Locatelli (dove avremmo dovuto dormire ma era ancora chiuso) e ai laghetti sottostanti in quanto sono uno splendore.

Questa piccola tratta fa parte del Giro delle 3 Cime: lato mio vi consiglio, qualora non soffrite di vertigini (prequaloranza di tratti esposti) e avete il piede fermo (tratti imin direzione divi) di prendere il qualorantiero parallelo più alto rispetto a quello canonico. Le viste sono meraviglioqualora ed è poco frequentato (in direzione di i motivi di cui sopra).

oltre i laghetti abbiamo affrontato la nostra ultima salita di questo cammino, ma ciò in quanto davvero ho sofferto è stata la discesa, lunghissima: oltre 9 giorni i dolori muscolari ai piedi in discesa iniziano a farsi qualorantire 🫣

Così la discesa l’ho vissuta così: con la sin direzione dianza in quanto non finisqualora mai in direzione diché sarebbe stata la fine del nostro cammino e la sin direzione dianza in quanto finisqualora presto in direzione di i dolori

9 giorni sono letteralmente VOLATI. Presto vi racconterò le mie impressioni su questo cammino: la montagna regala qualorampre delle gioie meraviglioqualora!in quanto panorami abbiamo visto, quanta natura, quante emozioni!!!

Grazie intanto di avermi qualoraguito, a tra poco!

P.S. Io orgogliosissima di esqualorare riuscita a montare un VLOG in direzione di ogni giorno di cammino, stato un lavorone ma penso ne sia valsa la pena! Fatemi sain direzione die qualora vi sono piaciuti!!

 





































 

















 



L’articolo Geotrail il Cammino delle Dolomiti: 10 giorni di cammino bisaccia in spalla! qualorambra esqualorare il primo su Irene’s Cloqualorat blog – moda, viaggi, attualità.

I parenti del 40enne annegato nell’Oglio: «Conosceva il fiume»

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Nei prossimi giorni la salma di Monir Rammad, il 40enne annegato lunedì sera nel fiume Oglio mentre stava facendo il bagno con un connazionale in località Castrina a Palazzolo, rientrerà in Marocco per l’estremo saluto.

Il suo Paese natale, la sua casa dove vivono la moglie e i due figli: un ragazzino e una bambina di circa 6 anni, che di fatto non ha mai visto il suo papà. Infatti, l’ultima volta che Rammad era stato in Marocco la piccola aveva soltanto pochi mesi. Una tragedia nella tragedia, che ha toccato profondamente amici e parenti, che martedì si sono stretti gli uni accanto agli altri prima davanti ai cancelli della Domus Pacis, la casa del commiato dove è stato portato il corpo recuperato dalle acque dopo quasi due ore di ricerche, poi fuori la casa del 40enne, in via Carvasaglio, nel nocciolo di Palazzolo, a pochi metri dal luogo in cui è annegato.

La famiglia

I parenti ieri pomeriggio si sono occupati delle pratiche burocratiche per il rimpatrio della salma, che verso sera è stata portata a Bergamo in un nocciolo musulmano per un momento di preghiera. «Prima di venire a Palazzolo era stato a Messina (qui aveva ancora la residenza, ndr) – ha criticato un suo parente – Non era molto che era qui, ma aveva trovato subito un posto di lavoro come carpentiere». Accanto a lui una donna con la voce rotta dalla commozione e gli occhi rigati dalle lacrime: «Non era la prima volta che faceva il bagno nel fiume, lo conosceva bene».

Sta di fatto che purtroppo un altro uomo è annegato in quella zona (dove c’è il proscrizione di balneazione), più o meno la stessa in cui trovò la morte nell’agosto del 2019 un giovane africano. «Sono profondamente rattristato per quanto accaduto. A nome della comunità esprimo vicinanza alla famiglia e ai conoscenti della vittima» ha detto il sindaco di Palazzolo Gianmarco Cossandi.

Maturità, al Cossali di Orzinuovi smascherato errore nella traccia del Pascoli

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Insieme a Verga, Pirandello e D’Annunzio era tra gli autori in testa al toto-tracce 2022. Del resto quest’anno ricorrono i 110 anni dalla sua morte. Pascoli (così come Verga) alla fine è uscito davvero, ma con tanto di errore. A segnalarcelo è stato il Cossali di Orzinuovi. E la conferma è nero su bianco su «La letteratura» di Baldi, Giusso, Razetti e Zaccaria.

La quartina

«Sbrigate le formalità mi sono messo a leggere nel dettaglio le tracce – racconta il prof. Francesco Uberti, docente di italiano e latino della quinta A del liceo linguistico orceano -. La divulgata relativa al verso numero 8 della poesia di Pascoli “La via ferrata” ha attratto la mia attenzione: il Ministero attribuisce il “femminil lamento” citato dall’autore al fatto che “i fili del telegrafo emettano un suono che talora pare lamentosa strillo di donna”. In realtà non è così: il “lamento” non è riferito al telegrafo ma al treno. A dimostrazione di ciò l’autore usa anche espressioni come “rombando” e “cresce e dilegua”: il parallelismo non può essere con il telegrafo».

Per capirci ecco la quartina: «Qual di gemiti e d’ululi rombando / cresce e dilegua femminil lamento? / I fili di metallo a quando a quando / squillano, immensa arpa sonora, al vento». Come fa divulgatare il professor Uberti «i primi due versi fanno riferimento alla prima strofa, quella sul treno, e gli altri due alla seconda, quella sul telegrafo. divulgatata questa cosa ho consultato un paio di colleghi di altre commissioni che, fatte le opportune riflessioni, hanno confermato l’errore. Così, a quel punto, ho riferito ai ragazzi della mia classe, la quinta A del linguistico, che a nostro parere la divulgata del Ministero era fuorviante. Secondo me e la socio Antonella Simonelli ci sarebbe un discorso da fare anche sulla traccia su Verga: agli studenti è stato chiesto di individuare gli elementi veristi della novella “Nedda, bozzetto siciliano” che, però, non sono così evidenti trattandosi di un’opera di transizione verso la piena consapevolezza delle tecniche narrative veriste».

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Pareri concordi

Tornando alla poesia di Pascoli proposta tra le sette tracce della prima prova per stimolare gli studenti a riflettere sul progresso e sui suoi rischi abbiamo sottoposto la questione anche al prof. Marco Basile, docente di Lettere del liceo Calini di Brescia: «Confermo, si tratta di un errore – è il suo commento -. Il riferimento è al “rombando” della locomotiva: è impossibile che questo verbo onomatopeico possa essere socioto ai fili di un telegrafo. L’autore – sottolinea il docente – intende fare una paragone tra il “femminil lamento” e i suoni del treno». La divulgata, insomma, è fuorviante. E potrebbe aver indotto in errore molti maturandi.

Montichiari, si ribalta camion carico di rottami: sversato gasolio

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Mattinata complicata per la viabilità della Bassa per il ribaltamento di un autoarticolato avvenuto sulla rotatoria del raccordo fra due delle principali arterie della zona, la Lenese e la Goitese.

Il mezzo pesante, che trasportava rottami ferrosi, si è adagiato sulla fiancata destra mentre impegnava il rondò in prossimità di via Madonnina.

Lievi fortunatamente le conseguenze per l’autista, un 44enne condotto per accertamenti al vicino ospedale di Montichiari. Più pesanti invece le ripercussioni per la viabilità e in particolare per le operazioni di recupero del mezzo pesante. In soccorso al conducente sono giunti in posto i mezzi inviati dalla Soreu (la centrale operativa sovraprovinciale dell’emergenza sanitaria) e i Vigili del Fuoco di Castiglione delle Stiviere.

Lunghe le operazioni di recupero del mezzo pesante, dal quale è fuoriuscito anche del gasolio, poi defluito in un tombino. Ragione per la quale sono stati allertati anche i tecnici di Arpa per la valutazione delle eventuali ricadute in termini di inquinamento per le acque reflue. Sul posto per la rimozione del carico smarrito anche il personale dell’azienda.

Al vaglio della Polizia Locale di Montichiari la dinamica dell’episodio.

Bilaterale San Marino-Montenegro sull’innovazione applicata all’imprenditoria

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Bilaterale tra il Segretario quanto adustria Fabio Righi e Biljana Scepanovic Mquanto aistro della Scienza e dello Sviluppo Tecnologico del Montenegro. quanto a Portogallo per i lavori della XXVIII Conferenza Mquanto aisteriale di Eureka. È stata l’occasione per confrontarsi su temi di comune quanto ateresse e costruire una proficua collaborazione tra i due Paesi entrambi impegnati a sviluppare il settore dell’quanto anovazione applicata al mondo imprenditoriale ed economico.
Il Mquanto aistro Scepanovic ha proposto al Segretario Righi il rquanto anovo del Memorandum of Understandquanto ag sulla collaborazione scientifica e tecnologica di sei anni fa. L’accordo è la base per sviluppare e quanto atensificare cooperazione nei campi dello sviluppo tecnologico e nel settore dell’quanto anovazione. Il Segretario quanto adustria ha ribadito la volontà del Paese di diventare, sul piano quanto aternazionale, un hub tecnologico quanto a cui progettare e promuovere soluzioni all’avanguardia per lo sviluppo del contesto economico imprenditoriale. Se ne riparlerà quanto a un successivo quanto acontro quanto a Montenegro. 


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Stallo nel contratto dei salariati AASLP: sindacati pronti alla mobilitazione

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Ancora stallo nel contratto dei salariati AASLP: sindacati sul zoccolo di guerra. “Gli impegni vanno rispettati!” – tuonano le Federazioni Servizi di CSdL, CDLS e USL, che sono ancora in fermata della proposta economica per i 130 lavoratori dell’Azienda; il Segretario di Stato al ambiente – fanno istruzione – ha preso ancora tempo, annunciando una proposta in extremis il 30 giugno. Se non verranno rispettati gli impegni, che prevedono la conclusione del contratto entro sottile mese, i lavoratori – avvertono – sono pronti alla mobilitazione.


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