Il segreto è il passaparola. Il successo silenzioso del videogioco Valheim su Steam

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Un milione di copie vendute in una settimana, e non c’è ancora nessun rallentamento all’orizzonte. No, non stiamo parlando del nuovo grande gioco firmato Sony o Nintendo, bensì di un progetto piccolo, anzi piccolissimo, chiamato Valhein, che negli ultimi giorni ha saputo conquistare la fantasia dei tanti che amano esplorare, sopravvivere e costruire.
Se questo trittico vi sembra familiare è perché lo è. Come Valhein esistono tanti altri giochi, ma a differenza dei suoi predecessori questo è dotato di un suo particolare fascino, una sua elegante coesione, che gli permettono di spiccare agile sopra la massa informe degli emuli di Minecraft. Il resto del lavoro lo ha fatto il pubblico di Twitch che, giocando in diretta, ha messo in moto un passaparola che ha trasformato Valhein in un vero e proprio fenomeno virale.

Il segreto di Valheim.

L’incipit è semplice quanto coinvolgente: imprigionato in una sorta di purgatorio norreno, il giocatore dovrà invocare ed uccidere creature di forza crescente fino a guadagnarsi le chiavi del Valhalla. Si parte praticamente da zero, al centro di un mondo generato proceduralmente pieno di insidie come di sorprese, per un avventura alla quale potranno partecipare fino a dieci giocatori contemporaneamente. Lo svolgimento spinge a creare villaggi insieme agli amici, tracciare strade per spostare i materiali necessari alla costruzione e al sostentamento, e persino ad esplorare i mari combattendo contro draghi e visitando isole che si riveleranno essere in realtà enormi tartarughe giganti. In Valheim c’è molto di più, ma la sua storia è interessante anche per un’altra ragione, il suo successo potrebbe rivelarsi la scintilla che dà il via alla crescita di una nuova software house, Iron Gate che con i suoi quattro dipendenti ha creato il gioco, e all’esplosione di un team che sembra non sbagliarne una, i Coffe Stain Studios che lo hanno pubblicato. Spesso ci si dimentica che i grandi di oggi come Epic, Bethesda, Id Software, sono stati a loro volta i piccoli da guardare con sospetto del passato. Coffe Stain, nella sua breve storia, non ne sta sbagliando una, in primis come developer e ora, grazie a Valhein, anche come publisher.

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Il precedente

Il più grande successo di questo team svedese si chiama Satisfactory, dove uno o più giocatori sono chiamati a costruire fabbriche e catene di montaggio sempre più complesse, in un contesto sci-fi pieno di insidie. Satisfactory è uno di quei titoli straordinario dove più che il grilletto facile è richiesta logica, creatività, grandi capacità di problem solving, oltre a una certa dose di coraggio. Il tipico gioco intelligente che guardando le classifiche sembra non trovate mai posto tra i più venduti, ma che invece tra gli scaffali digitali degli e-store più popolari riscuote grandissimo seguito. Coffe Stain e Iron Gate diventano cosi esempi perfetti di quella sorta di “lato oscuro della luna” che per la massa tutta PlayStation, Nintendo e Xbox sembra non esistere, ma che invece nasconde speso le gemme più preziose che questo medium può offrire.

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The Medium, l’horror psicologico lento che divide i vivi, i morti e lo schermo

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“Comincia tutto con una ragazza morta”. Si apre così The Medium, horror psicologico dello studio polacco Bloober Team per Xbox Series S e Pc. La prima “esclusiva” per la nuova console di Microsoft è gioco ben scritto, di grande suspence che ha i suoi momenti ma concettualmente una “terra di mezzo”. Prova a innovare aggiungendo una dimensione nuova ma al tempo stesso resta nelle meccaniche di gioco una esperienza vintage.

The Medium ha i tempi lenti dei primi horror giapponesi alla Silent Hill, è un titolo di atmosfera, ispirato artisticamente e ben costruito che si appoggia a una efficace colonna sonora. L’impostazione non nuova nel mondo dei videogiochi è quella di rappresentare appunto il mondo dei vivi e dei morti all’interno del gameplay. Di nuovo c’è la conduzione simultanea del nostro personaggio dei due regni attraverso lo schermo diviso in due, come se partecipassimo a una esperienza in multiplayer. L’intuizione, lo diciamo subito, è efficace e ben realizzata peccato solo per una monotonia di fondo quando ci giochi.

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Le immagini di The Medium

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Cosa ci è piaciuto…

Bloober Team è lo studio che ha curato nel 2019 Blair Witch. Ci avevano abituati a salti sulla sedia e spaventi da blockbuster del cinema. Con The Mediaum lavorano invece in modo raffinato sulle ambientazioni. Marianna è una donna maledetta, () intrappolata una triste Cracovia di fine secolo La storia è ben scritta, non manca di colpi di scena, ed è inquietante il giusto.

… E cosa non ci è piaciuto

Potevano lavorare di più e meglio sul gameplay per renderla più interattiva. Come i walker simulator dei tempi andati, The Medium è un gioco dove non c’è moltissimo da fare, l’esperienza è lineare e un po’ guidata. Si cammina, si aprono cassetti, si scoprono dettagli e l’azione è un po’ troppo scontata e quasi mai impegnativa. Comandano le atmosfere. Quindi, il consiglio è quello di lasciarsi condurre come in preda di una possessione spiritica.

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Attacco ransomware a Cd Projekt Red. In mano agli hacker il codice sorgente di Cyberpunk 2077

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Attacco ransomware a Cd Projekt Red. In mano agli hacker il codice sorgente di Cyberpunk 2077

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Nei giorni scorsi il produttore di videogiochi polacco Cd Projekt Red autore di titoli come Cyberpunk 2077 e The Witcher 3: Wild Hunt ha comunicato che sul suo account Twitter di essere stata vittima di un cyber attacco, che si è dimostrato in grado di violare alcuni dei sistemi di protezione del team. «Un attore non identificato – scrivono – ha ottenuto un accesso non autorizzato al nostro network interno, sottraendo alcuni dati appartenenti al gruppo CD Projekt, e lasciando un messaggio di riscatto del quale rendiamo pubblico il contenuto». I cybercriminali affermano di aver avuto accesso al codice sorgente di Cyberpunk 2077 , Witcher 3 , Gwent e una “versione inedita di Witcher 3. e minacciano di pubblicare queste informazioni insieme a documenti legali e finanziari nel caso non si giungesse a un accordo entro 48 ore.

La società polacca sostiene che i backup non sono stato toccati e di avere messo in sicurezza l’infrastruttura IT. Tra le informazioni trafugate non dovrebbero figurare dati personali di giocatori o utenti dei server. L’ultimatum non è chiaro quando dovrebbe scadere. Ma le autorità sono informate di quanto avvenuto.

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Cosa è successo finora

L’attacco ransomware è l’ennesima tegola sullo sviluppatore dopo travagliato lancio di Cyberpunk 2077 Il gioco tra i più attesi dell’anno scorso se non il più atteso è stato pubblicato con numerosi bug e problemi di prestazioni sopratutto sulle console meno recenti. Tanto che a poche settimane dal lancio Playstation ha deciso di ritirarlo dal suo store digitale.CD Projekt ha chiesto pubblicamente scusa per i problemi riscontrati dagli utente e quindi per avere fatto uscire il gioco troppo presto e ha promesso di affrontare i problemi di prestazioni di Cyberpunk 2077 con una serie di patch .

Google Stadia non produrrà più videogiochi. La rivoluzione streaming è già finita?

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Google ha cambiato idea sulle prospettive del suo servizio di streaming videoludico. La società di Mountain View ha comunicato nei giorni scorsi che non produrrà più videogiochi ma si limiterà a vendere titoli di terze parti. Il servizio, ha chiarito Phil Harris, vicepresidente e papà putativo di Google Stadia, continuerà a funzionare, cioè ogni mese arriveranno nuove produzioni multipiattaforma. Offrirà comunque la possibilità di sfruttare la tecnologia a sviluppatori e publisher terze parti anche per eventuali accordi di esclusiva o partnership.

Verranno però chiusi due team dedicati allo sviluppo di videogiochi, uno a Montreal e uno a Los Angeles, oltre 150 sviluppatori andranno a casa tra cui Jade Raymond: “Sono fiera del team che abbiamo costruito qui in Stadia Games and Entertainment – ha scritto su twitter – e del fantastico lavoro fatto sulle esclusive per la piattaforma”, ha scritto l’ex dirigente nel suo messaggio».

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Il motivo è legato ai costi di sviluppo del videogioco che “crescono esponenzialmente» in quanto, si legge, le produzioni di qualità richiedono molti anni. I manager di Google si sono accorti che sviluppare giochi costa molto, così come mantenere l’ infrastruttura cloud per lo streaming videoludico. La manovra che rientra in un piano di ristrutturazione più ampio ridimensiona drasticamente le ambizioni di Google nel gaming e ci si domanda quale possano essere le conseguenze per una industry come quella del videogioco che è cresciuta moltissimo, allargandosi però fuori dal perimetro tradizionale, abbracciando nuovi device come gli smartphone e includendo nuovi attori come appunto i grandi cloud provider come Amazon e Google.

Che fine ha fatto la rivoluzione dello streaming?

Ricordiamoci che meno di un anno fa Google Stadia avrebbe dovuto rappresentare la rivoluzione dell’industria del gaming, avrebbe dovuto cioè mandare a gambe all’aria il “recinto novecentesco” delle console, disintermediare contenuto e contenitore, liberare la creatività degli sviluppatori e traghettarci verso un mercato digitale fluido e tecnologicamento agnostico dove tutto viene elaborato nei datacenter e distribuito attraverso le reti fisse e mobili su tablet, tv, smartphone e computer.

Questo paradigma di distribuzione dei prodotti digitali, lo streaming per essere più chiari, non sembra in discussione. Il passo indietro di Google non rappresenta il fallimento del cloud gaming.

TikTok adotterà misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni

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TikTok si adegua alle indicazioni del Garante della privacy italiano.

A partire dal 9 febbraio adotterà misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni e valuterà l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età. Inoltre, lancerà una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli. E’ quanto ha comunicato la piattaforma di video sharing al Garante della protezione dei dati personali, dopo il provvedimento di blocco imposto nei giorni scorsi dall’Autorità.L’Autorità si è, in ogni caso, riservata di verificare l’effettiva efficacia delle misure annunciate.

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Le misure adottate.

A partire dal 9 febbraio, dando attuazione alle richieste del Garante, TikTok bloccherà tutti gli utenti italiani e chiederà di indicare di nuovo la data di nascita prima di continuare ad utilizzare l’app. Una volta identificato un utente al di sotto dei 13 anni, spiega la nota, il suo account verrà rimosso. Per identificare con ragionevole certezza gli utenti sotto i 13 anni, successivamente a questa prima verifica, la società si è impegnata a valutare ulteriormente l’uso di sistemi di intelligenza artificiale. Poiché l’individuazione di tali soluzioni richiede un bilanciamento tra la necessità di accurate verifiche e il diritto alla protezione dei dati dei minori, la società si è impegnata ad avviare con l’Autorità privacy dell’Irlanda – Paese nel quale la piattaforma ha fissato il proprio stabilimento principale – una discussione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale a fini di “age verification”..A seguito dell’intervento del Garante, dal 25 gennaio TikTok ha anticipato l’introduzione direttamente nell’app di un pulsante che permette agli utenti di segnalare rapidamente e facilmente altri utenti che sembrano avere meno di 13 anni. Tutto ciò, chiarisce il Garante, sarà in aggiunta alle attuali misure esistenti. TikTok si è anche impegnata a duplicare il numero dei moderatori di lingua italiana dei contenuti presenti sulla piattaforma

La versione di TikTok

«La sicurezza delle persone che fanno parte della community TikTok è la nostra priorità assoluta. Abbiamo raggiunto un accordo con il Garante, l’autorità italiana per la protezione dei dati, e oggi stiamo adottando ulteriori misure per supportare la nostra community in Italia. A partire dal 9 febbraio, faremo passare nuovamente ogni utente in Italia attraverso il nostro processo di verifica dell’età e solo gli utenti di età pari o superiore a 13 anni potranno continuare a utilizzare l’app dopo aver eseguito questo processo. Abbiamo, inoltre, introdotto un nuovo pulsante di segnalazione dedicata all’interno dell’app, per consentire agli utenti di segnalare un account che ritengono possa appartenere ad un utente di età inferiore a 13 anni. Il nostro team esaminerà e rimuoverà questi account”,.

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Fate contro streghe, la serie sulle Winx sfida Motherland: Fort Salem

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Fate Winx Saga è una serie su Netfllix ispirara al cartone animato di Iginio Straffi. Ispirata è la parola giusta perché delle Winx le fate hanno solo i nomi. Anzi, neanche quelli visto che c’è Terra che nella formazione di cartone non c’era. Cambia il target, non più bambine ma asolescenti, cambiano l’outfit e valori. Non più occhioni e vestiti colorati e nessuna celebrazione acritica dell’amicizia in quanto tale. Siamo i una scuola di magia, fuori ci sono creature spaventose che si pensava fossero state sconfitte. Il pensiero automatico va a Hogwarts e al maghetto occhialuto ma le atmosfere sono più cupe ma le dinamiche sono da high school show, drammoni per adolescenti che hanno come teatro i banche e gli armadietti delle scuole americane. La serie è stata criticata per qualche stereotipo di troppo, come la bionda bella e cattiva e la nerd impacciata con problemi di peso.

Con Motherland Fort Salem su Amazon Prime Video siamo dentro una fiction ucranica poco fantasy e molto distopica. La serie come i romanzi ucronici partono da accadimenti storici e disegnano traiettorie alternative. Come ad esempio nel libro la Svastica rovesciata di Philip K. Dick dove si racconta come sarebbe andata se a vincere la Seconda Guerra mondiale fossero stati i nazisti. Nella serie su Amazon Prime Video il processo di Salem del 1692 si sarebbe concluso con un accordo tra civili e streghe che le avrebbero accettato di arruolarsi nel loro esercito. Come in Fate: Winx Saga anche qui ruota tutto intorno a una scuola di magia ma siamo più dalle parti di Full Metal Jacket che di Harry Potter. Anche i drammi affrontati sono più adulti come il linguaggio e le relazioni tra le protagoniste. Peraltro a differenza di Winx gli attori e le attici sono più nella parte e il mondo che ruota intorno alle vicende delle streghe è articiolata e affascinante. Sullo sfondo c’è un matriarcato spietato nell’esercizio del potere e un antagonista degno di questo nome.

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Giudizio.

Tra le due tutta la vita la seconda. Siamo sempre dentro un fantasy, le fate sono un po’ streghe e viceversa, ma elementi di novità si trovano nella serie di Amazon Prime Vide.