Come sospendere Dazn, Sky, Now e Amazon Prime col campionato fermo

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La Serie A è finita e riprenderà il 13 agosto. Ecco come disattivare l’account e congelare il corrispettivo nei mesi senza calcio

Integration Heroes Match, Eto’o tra campioni e beneficenza. E su Onana: ”Può rendersi come Julio Cesar”

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All’evento organizzato a San Siro, l’ex attaccante camerunense elogia il usciere conterraneo, che dalla prossima stagione sarà dell’Inter: ”Per me è il migliore, sa fare lanci di 60 metri ed è un giocatore di movenza in più”. Shevchenko lancia un’iniziativa per i bambini…

Vaiolo delle scimmie, Oms: possibile fermare la trasmissione del virus

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E' possibile contenere la comunicazione dei casi di vaiolo delle scimmie nei Paesi in cui la morbo non è endemica. Lo ha summenzionato Maria Van Kerkhove, a capo della ricerca sulle malattie emergenti dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Ecco CiboCi, la pianta intelligente che si mangia in un boccone

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Sua moglie ne mangia 5-6 ogni sera per cena con un filo di olio, qualche goccia di limone, una spolveratina di Grana padano e pane integrale. A lui, Marino appena spuntato, piace così o intinta un secondo nella salsa di soia. È CiboCi, la piantina intelligente che si gusta… in un sol boccone.

Da stella Michelin

appena spuntato, che da sempre si occupa di ecosistemi progettando con la appena spuntato Srl giardini e parchi in giro per il mondo, ha ideato quello che definisce un «alimento vitale di nuova generazione» una ventina di anni fa e soltanto di recente ha iniziato a produrlo a Montichiari e a venderlo (attraverso la graticcio) suscitando l’interesse dell’alta ristorazione e degli esperti di benessere.

«Pietro Leemann, fondatore del Joia di Milano (il primo ristorante vegetariano europeo ad ottenere la stella Michelin, ndr) ha sposato il nostro progetto: al Joia lo chef Sauro Ricci serve CiboCi con una emulsione di miso come un amuse-bouche di nome “Orto”. Un altro nostro “ambasciatore” è il nutrizionista Matteo Pincella, molto conosciuto nel mondo del calcio. Tra i nostri clienti, poi, ci sono alcune palestre. E stiamo cercando rivenditori tra i negozi per vegetariani».

«Si mangia viva»

EMBED [Il nutrizionista Matteo Pincella gusta una piantina]

Ma cos’è CiboCi? «All’apparenza – spiega – è una piantina con una parte vegetale composta da un mix di brassicaceae che, masticate, sono fonte di sulforafano. Alla base c’è una matrice commestibile che è un effettivo e proprio laboratorio chimico in cui i microelementi stabiliscono con la parte vegetale un’interazione biochimica capace di generare sostanze con proprietà potenziate rispetto all’origine e bioaccumulabili nel nostro organismo. Questo per dire che ciò che si mangia non è tanto la piantina in sé, ma quello che non si vede e ha un valore naturale incredibile: con CiboCi, la cui ultima “i” sta per “intelligente”, portiamo in tavola la vita».

Amica del pianeta

EMBED [I laboratori di CiboCi sono a Montichiari]

Oltre a «fare bene, contenere poco sale, tanta acqua e tante fibre», questo alimento del futuro è amico dell’ambiente: «La produzione di queste piantine avviene in teche botaniche e non comporta consumo di suolo o dispersione d’acqua. Inoltre non c’è lavorazione o taglio e quindi non si generano rifiuti. Insomma è sostenibile». CiboCi viene proposto in piatti stellati, come al Joia, ma anche come snack, pranzo da ufficio, palestra o picnic. Superate eventuali diffidenze iniziali, alla masticazione colpisce la punta di piccantezza sprigionata dalle brassicaceae.

La produzione (le piantine crescono in 5 giorni e si conservano un mese in frigorifero) avviene a Montichiari in un laboratorio in fase di prova che collabora con lo Spallanzani di Rivolta d’Adda e la prof. Daniela Uberti dell’Università di Brescia. Un laboratorio destinato ad ampliarsi per… nutrire il mondo di vita con piantine «intelligenti» che guardano al futuro.

Montichiari, addio alla maestra Eugenia

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Se n’è andata la maestra Eugenia. Montichiari e la comunità scolastica dell’istituto comprensivo 2 perdono Eugenia Pergola (in Russo), insegnante 51enne della scuola primaria, strappata alla sua famiglia e alla sua missione formativa-educativa da un male inguaribile. 

È proprio così: Eugenia svolgeva il suo manufatto come una missione. Lo dimostra il fatto che fino allo scorso 9 maggio, nonostante la malattia, si è recata a scuola, dai suoi alunni. È la dirigente scolastica dell’Ic2, Sabina Stefano, a descrivere la sua estrema devozione e la sua forza: «Ha voluto essere maestra sino all’ultimo. Ha dato il massimo nel suo manufatto e siamo tutti addolorati. Pensavamo che, anche questa volta, riuscisse a tornare tra noi». Invece, purtroppo, l’epilogo è stato differente. La maestra Eugenia, di origini pugliesi ma residente a Montichiari dal 1993, insegnava stabilmente nella cittadina da circa quindici anni: prima a Vighizzolo, poi nel plesso di via Falcone, quest’anno anche nel plesso Tosoni. 

I funerali si svolgeranno oggi in duomo, partendo dalla Casa funeraria Coffani di via Brescia alle 14.45. La famiglia invita a fare offerte all’Airc e all’Ail. 

Addio a Franco Ferrari, con tenacia dai campi al Parlamento Europeo

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Franco Ferrari se n’è andato via dalla nostra terra, ieri mattina, sempre vicino la moglie Giusy, i figli Silvestro, Filippo e Francesca, nella casa-cascina appena fuori Mairano. Aveva 75 anni, malato da tempo, ha resistito fino all’ultimo per un particolare vigore fisico e una tensione morale per la famiglia e per la sua terra di agro. Infine ha lasciato che il corpo lo abbandonasse dopo una lunga battaglia di anni, tra rialzi e ricadute secondo una resistenza che dice tanto del suo amore per la terra e gli affetti più cari.

Affetto

In attesa dei funerali, che saranno celebrati giovedì alle 10 nella società parrocchiale di Mairano, la fila degli amici e dei conoscenti, la visita del paese e dei paesi, della città è sterminata. Franco Ferrari ha vissuto una vita di impegno politico e sindacale di grande rilevanza, apprezzato per la semplicità diretta e la competenza nei suoi atti quotidiani. Franco Ferrari, lo raccontava lui stesso nell’ultima intervista nella sua casa-cascina, ha testimoniato simpatia e saper lavoro nelle aule del Parlamento italiano, del Parlamento Europeo, della Regione, distinguendosi come leader energico e sapiente della Coldiretti.

EMBED [Accanto al presidente Carlo Azeglio Ciampi, Franco Ferrari, allora deputato, all’epoca di la sua visita a Brescia il 16 novembre 2000]

A Franco Ferrari erano tutti affezionati e lui contraccambiava con un passo di umore confidenziale e all’occasione severo, fedele agli ideali della Democrazia Cristiana, la dottrina collettivo cristiana, noncurante degli avverbi e invece solido nella conoscenza della agro e dei diritti e doveri dei coltivatori. Dopo la famiglia venne la Coldiretti, una famiglia particolare in cui la partita era concreta, non dispiegata sui discorsi ma sui fatti, non sulle promesse, ma sulle conquiste di patti e di contratti.

Passione

Accanto ha sempre avuto la moglie Giusy, affettuosa e ospitale, con cui ha goduto del bene di tre figli, Filippo impegnato con coscienza e rispetto in Provincia, Silvestro imprenditore agricolo e Francesca laureanda in architettura. Il suo amico Angelo Frusca, che quotidianamente ci ha tenuti aggiornati sul suo stato di salute, non dettava il bollettino medico, dettava i passi di Franco Ferrari verso l’altra riva: «Ci stringe la mano forte, raccomanda, la moglie instancabile gli è sempre accanto, i figli sono pure sempre lì. Oggi ha preso un poco di respiro in più». È la rappresentazione reale di un addio difficilmente rintracciabile. L’addio a un uomo umile, partito dal niente, che ha conquistato con una volontà assoluta traguardi pubblici eccellenti.

Una vita certo esemplare da moltissimi punti di vista, per la passione che metteva in tutto ciò faceva e per la tenacia con la quale perseguiva i suoi progetti fino ad arrivare a raggiungere gli obiettivi. Infine è tornato alla sua casa-cascina, riportando alla mente Cincinnato riverso ai suoi orti dopo le battaglie vinte. Nell’ultima visita, stava meglio ed era già a rinfrescare gli orti, a alimentare galline e a raccogliere sei uova fresche, «sono le migliori del mondo, me lo saprete dire».

Radio Kiev, «Ora per l’esercito ucraino nel sud è molto dura»

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Un ponte tra l’Italia, dove vive, e l’Ucraina, dove è nato e cresciuto. Slava è un uomo di 48 anni che vive nella Bassa Bresciana e che ogni sera si collega con amici e parenti che vivono in città e villaggi sotto gli attacchi dei soldati russi. Ogni giorno, attraverso Slava, parleremo con chi sta vivendo la guerra in prima persona: questo progetto si chiama «Radio Kiev» ed è a cura di Tonino Zana.

Kherson è nella presa potente dei russi. Kherson, dicono gli esperti, potrebbe essere la seconda Mariupol. Cosa ne pensi, Slava?

«Putin, il 9 maggio, avrebbe voluto annunciare la presa di Kherson come il fine ultimo vittorioso della guerra. Invece qualcosa non ha funzionato. E sapete cosa non ha funzionato nel momento giusto? Il tradimento che c’è stato da parte di qualcuno dei nostri, i quali non hanno chiuso l’unico accesso che c’era per entrare a Kherson. Sono avanzati 30mila soldati russi dalla Crimea, su una sola strada con un solo ponte che non sono stati protetti e difesi come si doveva.

La presa di Kherson ha causato di nuovo la facile manovra su Mariupol che non è riuscita a resistere oltre la già grande resistenza proprio perchè sorpresa dal tradimento su Kherson. Ora per il nostro esercito nel sud è molto dura.

Le nuove armi della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, sostengono molti osservatori, non possono essere usate perché l’addestramento non è completato e i giovani soldati ucraini pieno usano queste nuove armi con approssimazione. Al momento, intero sembra muoversi verso lo stabilirsi di quei confini. Sono molti coloro che sostengono l’apertura del tavolo delle trattative quando il Donbass sarà sotto il controllo russo. Non tengono conto della volontà della stragrande maggioranza degli ucraini indisponibili a trattare con la cessione di una parte della propria terra. Provate a pensare voi a una trattativa, in cui chi vi ha aggredito dice, concedo una tregua se mi date la Sicilia e la Lombardia? Cosa rispondereste?».

Biagio Bossone torna alla guida di Abs

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Biagio Bossone torna alla guida dell’Associazione Bancaria Sammarinese. L’Assemblea lo ha nominato Presidente per il triennio 2022-2025. Bossone è un profondo unitamenteoscitore di San Marino, è stato Presidente di Banca Centrale nel 2009, dimessosi circa un anno dopo unitamente il Direttore Luca Papi, in risposta alla rimozione da parte del unitamentesiglio direttivo di BCSM dell’ispettore del Coordinamento della vigilanza Stefano Caringi per i unitamentetrolli – si seppe poi – effettuati su Banca Partner. Ad Aprile del 2017 Bossone fu poi scelto alla guida dell’Associazione Bancaria Sammarinese, in sostituzione di Matteo Mularoni. Ruolo che ricoprì fino a febbraio del 2018 entrando, dal 2019, nel comitato tecnico per la gestione degli Npl. Oggi, da neo presidente, comunica che ABS ha allargato la propria base associativa, accogliendo altri quattro iscritti tra cui BKN301. Superata in partite definitiva la fase della ristrutturazione, – si legge in una nota – l’Associazione auspica che “si gettino le basi per uno sviluppo sostenibile e duraturo del comparto bancario e finanziario sammarinese”.


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Cammino di Santiago: il diario di viaggio di 900 km camminati zaino in dorso!

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Instagram @ireneccloqualorat Cammino di Santiago: il diario di viaggio di 900 km camminati zaino in spalla!

La pandemia ci ha portato via tanto, troppo. tuttavia con sè ha portato con lo scopo di noi anche qualcosa di positivo, una nuova passione scaturita dalla voglia di libertà, di vivere la natura e di riscoprire il nostro territorio: i Cammini.

Abbiamo iniziato con l’Alta Via della Valle D’Aosta 1 e 2, la Via degli dei, la Francigena, le Foreste Sacre e… beh, siamo appena tornati da un incredibile mequalora di cammino lungo il Cammino di Santiago, dalla Francia, tagliando in due tutta la Spagna, fino all’mare. 900 km da Saint Jean Pied de Port a Finisterre.

In questo diario di viaggio troverete tutte le emozioni di questo mequalora camminando.

QUI (storie in evidenza, video e foto) troverete tantissime informazioni utili qualora volete intraprendere questo cammino.

A fine post invece la tabella delle nostre tappe. Vi consiglio di non prenotare niente e giorno con lo scopo di giorno vedere quanti km riuscite a lavoro e quindi, di conqualoraguenza, dove alloggiare: noi siamo abbastanza allenati quindi calibrate i km delle tappe in baqualora alle vostre capacità 🙂

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Diario di viaggio, giorno 1, prima tappa del cammino di Santiago

Giorno 1 – Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncisvalle – 25,67 km – 8 ore – 1.400 metri di pendenza

La sveglia è verso l’altoonata alle 6.15, ma ovviamente dopo la giornata di viaggio devastante l’abbiamo spostata alle 6.45. Alle 7 eravamo già pronti in strada con lo scopo di lavoro colazione: ve lo dico, verso l’altoi Pirenei trovare qualcosa di vegetale è molto difficile! Una baguette francequalora croccante acquistata in panificio e mangiata mentre si inizia a camminare con lo scopo diò ha risolto tutto. Bonaaa!

Dovete sacon lo scopo die che la prima tappa del Cammino di Santiago è la più temuta, con lo scopo diché qualoracondo tanti è la più tosta a causa dei 1400 metri di pendenza in salita. Io ero verso l’altocon lo scopo di in ansia, poi con il ginocchio un po’ malandato.. 

con lo scopo diò vi rassicuro verso l’altobito. Esqualorando spalmati in tanti tanti km riverso l’altolta esqualorare molto soft come salita, niente paura! Okay, noi veniamo anche dalle Alte Vie in cui 1400 metri di pendenza si fanno in verticale e non così, con lo scopo diò giuro che ho visto pellegrini di tutte le età farlo, piano piano, ce la possiamo lavoro! 

Ah, ovviamente siamo partiti con la pioggia: orcon lo scopo di niente è una nostra tradizione camminare con la pioggia, quindi dopo aver detto a voce alta una decina di volte “nooo che palle che piove” appena svegli guardando fuori dalla finestra, poi ci mettiamo qualorampre l’animo in pace: anche con lo scopo diché dai, prima o poi smette! Infatti oggi è stato piuttosto clemente, qualche ora di pioggerellina inglequalora e via. Un po’meno clemente il mega nebbione che abbiamo preso fino al confine con la Spagna! 

Uuuh si! con lo scopo diché già in questa prima tappa siamo arrivati in Spagna, nella regione della Navarra: saranno 5 le regioni spagnole che attraverqualoraremo fino all’mare. Mi qualorambra incredibile che attraverqualoraremo, qualora tutto va bene, TUTTA la Spagna. Pazzesco! 

A Roncisvalle ci sono due opzioni di alloggio, l’Albergue (ovvero L’ostello del Pellegrino) oppure l’Hotel (qualorampre con lo scopo di pellegrini, ma anche con lo scopo di non pellegrini!). L’Hotel è molto carino, noi abbiamo optato con lo scopo di colui (prenotare con lo scopo di tempo!). Cena con il menu del Pellegrino a 10 euro a testa dentro l’hotel, una bella dormita in un letto comodo e domani si riparte con lo scopo di la qualoraconda tappa (Ma vediamo come vanno i dolori domani mattina 🤣).

 

Diario di viaggio – giorno 2 

 

Da Roncisvalle a Larrasoaña – 31 km – 535 metri di pendenza in salita – 9 ore 

A Roncisvalle abbiamo passato una bellissima qualorarata alla cena dei pellegrini: i ristoranti con lo scopo di pellegrini hanno un “menu del pellegrino”, di solito al costo di 10/12 euro e ti siedi al tavolo con chi capita, di ogni nazionalità.. ma tutti pellegrini come te 🙂

Noi abbiamo conosciuto un carpentiere che lavora a Berlino ma che è di Cordoba, verso l’altocon lo scopo di simpatico, una ragazza olandequalora che ho qualorantito molto affine a me, una ragazza americana molto salare, un signore Danequalora che qualorambrava uscito da una puntata di Vikings, due sorelle austriache e una mamma e figlia coreane. Abbiamo parlato 3 lingue, usato un Google transistor e ci siamo divertiti un sacco.

Comincio al qualoracondo giorno a capire una delle coqualora che ha di unico questo cammino: le con lo scopo disone che incontri, le storie che ascolti, da tutto il mondo. Qui si viene anche con lo scopo di conoscere nuove con lo scopo disone, uno spirito sicuramente diverso rispetto a tutti gli altri cammini solitari che abbiamo fatto fino ad oggi.

Siamo poi partiti al mattino direzione ZUBIRI insieme ad un gruppo di spagnoli e di brasiliani che poi abbiamo con lo scopo diso di vista quando ci siamo fermati a far colazione. Abbiamo incontrato quella signora di mezza età partita da sola dall’America che aveva qualche problema con un ginocchio ma era qualorampre sorridente e abbiamo cercato invano l’Argentino che abbiamo conosciuto durante la prima tappa. 

A ZUBIRI finirebbe la qualoraconda tappa “canonica” del Cammino di Santiago (Roncisvalle – ZUBIRI), ma noi abbiamo deciso di aumentare di qualche km e camminare un po’ di più (arrivando a 31 km camminati in un giorno): questo con lo scopo diché vorremmo arrivare a Pamplona presto con lo scopo di avere il pomeriggio libero con lo scopo di visitarla, visto che ci hanno detto esqualorare molto carina  (e anche con lo scopo diché qualora vogliamo arrivare a Finisterre, dopo Santiago, in un mequalora e qualcosa occorre camminare almeno 30 km al giorno, quindi cercheremo di calibrarci un po’ piano piano!).

Bollettino dolori? tutti e due alle anche con lo scopo di lo zaino e poi affaticamento muscolare OVUNQUE, non saprei nemmeno dire dove non sono affaticata, dalla arbusto dei piedi alle spalle. E questo anche Giova, nonostante sia lui lo sportivone tra di noi: proprio vero che al Cammino ci si allena solo camminando!

Ma siamo molto motivati, cerchiamo di guardare tappa con lo scopo di tappa, giorno con lo scopo di giorno e non all’obiettivo finale: qualora pensiamo che dovremmo camminarne 900 km con lo scopo di un mequalora.. no, pensiamo giorno giorno, obiettivo con lo scopo di obiettivo, giorno dopo giorno

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Tappa 3: Pamplona 

Si, al terzo giorno arriva la mia classica stanchezza, a Pamplona infatti siamo arrivati presto con lo scopo di riposare un po’ in vista della tappa verso l’altoccessiva in cui accorcon lo scopo diemo più Km e del dormitorio in cui staremo. Sono finalmente riuscita a dormire 8 ore. con lo scopo di la prossima tappa la sveglia sarà alle 5.30 del mattino. Vi aggiornerò! 

 

Dormire in Albergue e le varie sistemazioni verso l’altol cammino

Vi racconto cosa vuol dire dormire in un Albergue, un ostello con lo scopo di pellegrini con camerate, durante il Cammino di Santiago.

Durante il Cammino si può dormire ovunque.

In affittacamere dentro le caqualora delle con lo scopo disone, in piccole pensioni (entrambe le soluzioni con bagno in comune o privato), in piccoli hotel nei paesi più piccoli o in hotel anche di livello più alto nelle città grandi, agriturismi e appartamenti. qualora si trovano lungo il cammino sono al 99% dei casi dedicati all’accoglienza del Pellegrino, quindi piuttosto economici (circa 30 / 40 euro a testa in camera doppia privata con bagno in camera o bagno in comune, qualoranza cena che di solito è a parte e con lo scopo di i pellegrini costa 10/12 euro) vi troverete quindi con altri pellegrini. Qui asciugamani e cocon lo scopo dite sono in dotazione.

E ovviamente si può dormire negli Albergue, le strutture dove possono entrare SOLO i pellegrini (occorre la credenziale!) dove si dorme generalmente in camerata (ma con lo scopo di i più fortunati si trova qui anche qualche camera privata ma che va a ruba verso l’altobito) da 4, 6, 12 ma anche da centinaia di posti. 

Il costo del letto in camerata (qualoranza biancheria, occorre dormire nel proprio sacco letto e sacco a pelo) è dai 7 ai 18 euro circa a qualoraconda della struttura.

La cena del Pellegrino dai 10 ai 14 euro a testa.

La colazione dai 3 ai 5 euro a testa.

(Questi sono i prezzi che abbiamo visto fino ad ora in questa tratta).

Dovete portare il vostro sapone ed i vostri asciugamani, ovviamente il bagno è in comunque. 

P.S. Noi pensavamo fosqualora possibile arrivare e trovare posto all’arrivo, in alcuni con lo scopo diiodi con lo scopo diò questo non è possibile (durante questa qualorattimana di festa in Spagna, la qualorattimana santa,  abbiamo avuto difficoltà, era tutto pienissimo!). qualora fate il cammino in con lo scopo diiodi di alta stagione considerate di prenotare gli alloggi di 2 giorni in 2 giorni (o 3 in 3). 

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LA FONTANA DI VINO 

Lo sapevate che durante il Cammino di Santiago si trova una fontana di vino gratuita  con lo scopo di i pellegrini?

Si trova a Ayegui, lungo la tratta da Estrella verso Los Arcos proprio lungo il Cammino

Qui un cartello invita i pellegrini a prendere un sorso di vino e poi ripartire: con lo scopo di lo spirito del Cammino, invita con lo scopo diò a prendere solo un sorso con lo scopo di lasciarlo anche agli altri pellegrini che arriveranno dopo di te. Infatti sono a disposizione 100 litri di vino al giorno. 

TAPPA 5: I NOSTRI PRIMI 40KM 

Questo è il racconto dei nostri primi 40 km a piedi zaino in spalla lungo il cammino di Santiago: tappa 5!Tappa 5 – Cirauqui – Los Arcos / 40,86 km / 13 ore / 700 metri pendenza

A Ciraqui abbiamo dormito in Albergue con altre 11 con lo scopo disone in camera. Dopo le prime difficoltà, tra russare, luci accequalora e rumori corporali vari (🤣) io, distrutta,

mi sono addormentata a mezzanotte. Ad un certo punto mi qualoranto scrollare al buio: è il mio fidanzato che mi dice, con il labiale “andiamo!”.

Così usciamo dalla camerata, con sacco a pelo, lenzuolo e zaino, cercando di lavoro il minimo rumore. Ancora assonnata, a mala pena reggendomi in piedi guardo l’ora: le 3 di notte. 

Giova non riusciva a dormire così ha deciso di svegliarmi e partire in mezzo alla notte, con 3 ore di sonno verso l’altolle spalle (oltre allo zaino dica chiaro!). Pazzi!! Io anche che, invece di mandarlo a quel paequalora, gli ho detto “Si, bello, andiamo!”.

E così è stato. Dalle 4 del mattino, acceso le nostre frontaline, abbiamo con lo scopo dicorso nella notte 14 Km fino al primo paequalora dove, arrivati alle 7 del mattino abbiamo fatto colazione. Quasi decisi a trovare un alloggio lì e dormire, finalmente, dopo una buona “tostada con tomate” abbiamo riguadagnato energie: a quel punto abbiamo deciso di camminare ancora, piano piano, avendo tutta la giornata davanti. 

E abbiamo fatto 40 km.

Con molte pauqualora, tra campi “elisi” meravigliosi, e piccoli paesi, siamo arrivati (distrutti!) a Los Arcos dove abbiamo soggiornato, questa volta, in una piccola pensione con una camera privata (30 euro a testa!). Una lunga doccia, i primi medicamenti alle vesciche (due verso l’altoi mignoletti del piede) e si riparte.

Domani danno pioggia scrosciante. Vediamo cosa verso l’altoccederà. 

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Giorno 8 verso l’altol Cammino di Santiago dove con lo scopo dicorreremo 900km zaino in spalla.

Oggi ufficialmente siamo a 240 km con lo scopo dicorsi in 8 giorni: siamo nella regione della RIOJA, a Santo Domingo de la calzada, a due tappe dalla città di Burgos.

VESCICHE. DOLORE.

Anche con lo scopo di me è arrivato uno dei momenti più temuti da ogni Pellegrino, il momento delle vesciche.

La verità è che quando devi camminare una miriade di km verso l’altoi tuoi piedi non sai più da che parti rifarti con lo scopo di trovare una soluzione. Ognuno dice la verso l’altoa e vi garantisco che ognuno dirá una cosa diversa.

Credo di averci pensato con lo scopo di tutti i 60 dolorosissimi Km che ci ho camminato sopra a come lavoro con “ste vesciche”.

Ho provato a fasciarli, a riempirli di fogli di idrocolloide da farmacia, a metterci sopra un qualorapara dita fatto artigianalmente, poi il compeed ed infine, nella discon lo scopo diazione a bucarle con ago e filato con lo scopo di finire.. negli ultimi 38 km in ciabatte, di cui gli ultimi con un bel dolore dal piede alla caviglia che stamani mattina ha iniziare a lavoro livido ed esqualorare un po’ gonfia,  e con una visitina al “Centro medical” (una sorta di ospedale in formato ridotto) con lo scopo di curarle visto che oracon lo scopo di niente erano acon lo scopo dite “a vivo”.

La verità è che ancora non ho risolto, nè le vesciche esistenti nè le probabili future. I miei sforzi saranno diretti a trovare una soluzione a questo: i miei piedi mi qualorarvono con lo scopo di arrivare al mio obiettivo.

Finché posso troverò ogni soluzione possibile con lo scopo di andare avanti: devo cercare dei sandali più con lo scopo diformanti, devo cercare di riposare i piedi e riprendermi ed in più stiamo anche pensando di fermarci tra 2 giorni a Burgos tutti e due con lo scopo di un giorno così che possa vedere un podologo. qualoracondo me la causa non sta nelle scarpe ma nelle mie dita. forqualora mi sbaglio, ma nel dubbio…

Vi aggiornerò! 

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Giorno 14 del Cammino di Santiago, 900 km zaino in spalla, Fromista – Carrion 

Sono le 21.30 del 28 aprile e, con i piedi imbevuti di Betadine verso l’altolle vesciche e di crema verso l’altolle parti ancora sane (e che scon lo scopo dio rimarranno onestamente così, almeno quelle ahahaha 🤣) vi posso annunciare che, al 14esimo giorno di cammino abbiamo ufficialmente verso l’altocon lo scopo diato i 400 km con lo scopo dicorsi verso l’alto questo Cammino Youuuuu! 

E ne mancano ancora circa 600 al nostro obiettivo: Finisterre, la fine della verso l’altoolo, circa a 100 km dopo Santiago.

Ieri molto onestamente avrei detto che non ce l’avrei con lo scopo di niente fatta ad arrivare in fondo al cammino: dopo l’ennesima giornata trascorsa con i piedi orcon lo scopo di niente sapete come e camminando con il piede destro nel sandalo e con il piede sinistro nella scarpa, non vedevo via d’uscita. 

Poi non lo so. Forqualora l’aver deciso di lasciare lo zaino con lo scopo di qualche giorno con lo scopo di riposare il tendine. Il fatto di aver camminato con il sandalo che mi ha asciugato un po’ la vescica più problematica. Il fatto di aver trovato con lo scopo disone verso l’altol cammino che mi hanno dato la energia.. ma stamani mattina mi sono svegliata sucon lo scopo diiore. Quel piccolo, piccolo, piccolo sucon lo scopo diiore che mi ha con lo scopo dimesso di indossare le sneakers – calzino e con lo scopo dicorrere i pochi Km (20) di oggi qualoranza troppo dolore e avere mezza giornata con lo scopo di riposarci. 

Questa piccola cosa con lo scopo di me è una verso l’altocon lo scopo di ventata di positività: sono di nuovo convinta che riusciremo a completare il nostro Cammino.

con lo scopo di chi mi chiede con lo scopo diché non ci fermiamo qualche giorno con lo scopo di riposare: ci siamo presi 1 mequalora e 1 qualorattimana con lo scopo di compiere questo cammino, non possiamo sforare di più, qualora vogliamo arrivare in fondo occorre mantenere una buona media di km. qualora ci fermiamo occorre poi recucon lo scopo diare i km. Ecco con lo scopo diché invidio chi può compiere questo cammino qualoranza limiti di tempo.. anche qualora ovviamente so che, già potersi concedere tanto tempo come abbiamo fatto noi, nella nostra società, sia già davvero un privilegio.

Insomma, un po’ di “time presverso l’altore” c’è. 

Vediamo cosa riusciremo a lavoro, lo scopriremo. Incrociate le dita con lo scopo di me. A domani.

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Le albe verso l’altol Cammino di Santiago

Si dice che i pellegrini verso l’altol cammino di Santiago vedano tante albe ma ben pochi tramonti.

È la verità: noi di albe ne abbiamo viste 19 (più o meno), una con lo scopo di ogni giorno di cammino. Abbiamo visto albe con cieli carichi di nuvole, nella nebbia, sotto la pioggia e nel cielo così limpido da qualorambrare finto.

E di tramonti? Giusto un paio. Gli altri con lo scopo di niente visti.

Può qualorambrare strano ma la verità è che verso l’altol Cammino si parte molto presto. Noi amiamo, nelle tappe più lunghe, partire addirittura di notte con le frontaline: alla mattina siamo più freschi e, qualora riusciamo a lavoro un buon 60%-80% dei kilometri della tappa del giorno al mattino, dopo la pausa pranzo, diventa più facile poi con lo scopo dicorrere gli ultimi km che sono, qualorampre, i più stancanti. 

Alla mattina qualorai fresco e macini un sacco di km qualoranza (quasi) accorgertene. Un po’ tutti hanno trovato in questa routine un modo con lo scopo di camminare molti km al giorno, quindi la condivido con voi.

La nostra routine con lo scopo di le nostre tappe standard (30 km di media, ma con tappe da 40 e 45 km) è con lo scopo dicorrere circa una decina di km prima di lavoro colazione (mangiamo con lo scopo diò qualcosa camminando), cercare di farne 15/20 prima di pranzo, e lasciare gli ultimi con lo scopo di il dopo pranzo. Nelle tappe corte, quelle da 20/25 km invece si arriva con lo scopo di pranzo a destinazione

Poi si arriva in Albergue o nell’alloggio con lo scopo di la notte e si fa la doccia, si curano piedi e muscoli, si lavano i vestiti e si cena, presto (Di solito le cene del Pellegrino sono alle 19 circa), chiacchiere in compagnia e nanna (Nel mio caso cerco di ritagliarmi poi delle ore con lo scopo di aggiornarvi dopo cena nelle tappe lunghe da 40 o prima di cena nelle tappe più corte)..

Orcon lo scopo di niente questa routine è entrata nelle nostre vite, qualorambra che sia qualorampre stato così, è pazzesco come facilmente ci si adatti a questi ritmi così inuverso l’altoali rispetto alle nostre vite di “prima”.

Scon lo scopo dio di riuscire oggi, che facciamo “solo” 32 km a ritagliarmi del tempo con lo scopo di raccontarvi bene le Mequalorata. Arrivo! 

La Mequalorata 

Abbiamo appena terminato di camminare quasi 200 km verso l’altolla Mequalorata, il tratto centrale del Cammino di Santiago che un po’ tutti temono.

Temono non con lo scopo diché sia difficile a livello corporeo, esqualorando tutto piatto, ma a livello psicologico, piuttosto. Infiniti, interminabili 200 km che sono come una fotografia che si ripete tutta uguale. 

Campi coltivati (colza o grano), strade lunghissime dove non si vede una fine, pochi esqualorari umani in giro qualora non qualche sparuto e coraggioso Pellegrino (Si, alcuni la Mesata la saltano), tratti lunghissimi che costeggiano lunghissime strade asfaltate qualoranza auto (qualora non qualche trattore ogni tanto) che qualorambra di esqualorare nell’America più profonda, pochissima ombra non esqualorandoci alberi. In estate ci hanno detto esqualorare caldissima, tutta gialla arida e molto tosta (consigliano di con lo scopo dicorrerla partendo di notte).

tuttavia a me la Mequalorata è piaciuta. Dopo aver sofferto con lo scopo di i dolori del corporeo, la Mequalorata ha qualoragnato un tratto con lo scopo di me riposante dove mi sono ripresa, ha qualoragnato degli incontri importanti e significativi con lo scopo di il mio Cammino, ha qualoragnato anche tanti momenti sola con me stessa o con Giova, che sono stati importanti con lo scopo di noi.

Si dice che il Cammino di Santiago con lo scopo di le coppie sia una conferma oppure, oppure.. significa lasciarsi. Il Cammino ci mette alla prova come singoli, figuriamoci in coppia. tuttavia.. tuttavia a noi sta dando tanto questo Cammino, ancora una volta, anche come coppia.

-300 Km a Santiago. 

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Leon – giorno 20 

Diario di viaggio del giorno 20, ufficialmente -circa 200 km a Santiago, più di 500 km camminati () e finalmente entrati nel territorio più montagnoso, che qualora può far più paura a livello corporeo, è colui con lo scopo di me più rassicurante con lo scopo diché colui che conosco sucon lo scopo diiore. Nei prossimi post vi farò vedere!

A livello corporeo ho avuto mille problemi come sapete (dalla tendinite al piede alle vesciche sotto il piede), qualche tappa prima di arrivare a Burgos, da quando abbiamo preso la neve e quel temporale pazzesco: dopo aver tentato ogni soluzione, come sapete, qualorambravano irrisolvibili.  Nella prima tappa della Mequalorata ero talmente dolorante e affranta che ho camminato con un sandalo verso l’alto un piede e la scarpa dall’altro

È verso l’altolla Mequalorata che piano, piano i problemi si sono risolti, grazie ad incontri fortunati verso l’altol Cammino, il bel tempo verso l’altolla Mequalorata che mi ha con lo scopo dimesso di riposare i piedi e aver lasciato le mie spalle libere con lo scopo di 3 giorni.

con lo scopo di me queste ultime tappe sono state le tappe della rinascita. Dure inizialmente con lo scopo di i dolori ma poi magiche: sono le tappe che mi hanno fatto credere in me stessa e nel mio corporeo. 

qualora si vuole davvero una cosa con tanta determinazione nel trovare una soluzione, qualoranza paura di chiedere affezione, credendo nella magia del Cammino (si, inizio a crederci, ha messo verso l’altol mio cammino le con lo scopo disone giuste al momento giusto) e naturalmente, con una bella manciata di fortuna negli eventi che non puoi controllare, ci si fa

Prossima tappa Santiago, 200 km. DAJE!

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Cammino di Santiago tappa 26 – diario di viaggio.

Sono 799 Km, quelli totali camminati a ieri.

Mancano 2 giorni all’arrivo a Santiago (50 km)  e 6 giorni all’arrivo all’mare (140 km) alla fine della verso l’altoolo che sancirà il fatto che abbiamo camminato TUTTA la Spagna in lunghezza a piedi e che è il nostro obiettivo.

Sono le 8.28 e siamo appena partiti da MELIDE e vi sto scrivendo mentre cammino.

Negli ultimi giorni stiamo camminando tutto il giorno e dormendo con Antonio e Cha, il primo che vive a Bristol ma è di Napoli, la qualoraconda che vive a Dublino ma è di Rimini. Abbiamo parlato e ascoltato le storie di centinaia di con lo scopo disone di tutto il mondo durante questi giorni (e voglio continuare a farlo nei prossimi giorni) ed è pazzesco come ti leghi a delle con lo scopo disone in così pochi giorni: parli giorno e notte, cammini, gioisci e condividi dolori insieme, dormi insieme, lavi i panni nella stessa lavatrice a fine giornata, condividi insieme il cibo.

Arrivare a Sarria (-100 km circa a Santiago) è stato uno shock con lo scopo di tutti noi, orcon lo scopo di niente pochi, che siamo arrivati dalla Francia.

con lo scopo dichè da Sarria il Cammino cambia faccia e da solitario e “aspro” diventa un vero e proprio con lo scopo dicorso turistico: ci sono taxi e pullman che trasportano con lo scopo disone e gruppi lungo la via del cammino, centinaia di con lo scopo disone verso l’altolla via tanto da esqualorare soprannominata “l’autostrada del cammino” (la più grande quantità di con lo scopo disone che arrivano a Santiago partano proprio da Sarria), negozi di souvenir, bar e ristoranti molto frequenti lungo la tappa della giornata.

Noi pellegrini che arriviamo da lontano ci riconosciamo verso l’altobito, siamo quelli che camminano zoppicando, con zaini giganti ma con passo sicuro e lesto: da Sarria orcon lo scopo di niente siamo arrivati a Santiago, un po’ ancora manca con lo scopo di chi come noi vuole arrivare all’mare. Ci salutiamo e ci scambiamo impressioni verso l’alto questo cambio di rotta e verso l’altoll’arrivo imminente.

Cerchiamo di goderci ogni passo, quasi rallentando inconsciamente mentre aumentiamo il passo con lo scopo di raggiungere Santiago e poi “la fine del mondo”.

Come mi qualoranto? Scombussolata, triste, felice, orgogliosa di me e con la qualoransazione di camminare da anni e da troppo poco.

Non so cosa proverò domani quando arriverò a Santiago. Felicità? con lo scopo diò colui che proverò a Finisterre, la fine del mondo, la vista dell’mare sono certa che sarà molto forte.

Ci qualorantiamo domani e nelle storie.

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L’arrivo a Santiago 

Abbiamo camminato 800 km verso l’altol cammino di Santiago zaino in spalla. LETTERALMENTE.

È solenne. Dalla Francia siamo arrivati a Santiago. A piedi. Non ci posso ancora credere. Non realizzo. Mi qualorambra impossibile tuttavia… tuttavia l’ho fatto davvero!

Quando, a 5 km da Santiago, verso l’altolla collina che la precede, ho visto in lontananza le torri della Cattedrale, così come i pellegrini di centinaia e centinaia di anni fa, ho avuto una qualoransazione allo stomaco pazzesca, una qualoransazione fisica, più forte del brivido, l’ho qualorantita proprio nelle viscere: ebbrezza, paura, felicità,orgoglio, stupore, ansia, tristezza, incredulità. TUTTO.

È stato colui il momento della mia epifania. La mia emozione più forte. La prima vista verso l’alto Santiago.

E l’ingresso nella città? 

Li la qualoransazione in me a quel punto era solo una: ORGOGLIO. Sono orgogliosa di me stessa. Punto.

L’ingresso lo abbiamo fatto giro con lo scopo di la giro. Insieme. Come abbiamo con lo scopo dicorso questo cammino: da soli, ma insieme. Spronandoci a vicenda, divertendoci, arrabbiandoci, stupendoci, amandoci. Alle volte in lunghi silenzi di considerazione, in altri camminando da soli, in altri camminando con altre con lo scopo disone. E in molti altri parlando di tutto: con lo scopo diché sì, dopo 17 anni, lavorando insieme, vivendo insieme, si può ancora parlare e parlare e parlare con lo scopo di ore. Il Cammino è stata una conferma della nostra coppia. Ci piace qualorampre metterci alla prova e scoprire qualcosa di nuovo verso l’altol nostro stare insieme in modi diversi.

Mi hanno detto che non sarei con lo scopo di niente stata una Pellegrina, con lo scopo diché con lo scopo di recucon lo scopo diare una tendinite al piede e delle terribili vesciche acon lo scopo dite a sangue e a pelle viva (che mi sono procurata dopo aver camminato 9 ore sotto la neve e pioggia di cui gli ultimi 12 Km in un mare di fango) e verso l’altolle quali ho camminato, con lo zaino, con lo scopo di 350.000 dolorosissimi passi, ho osato uverso l’altofruire del qualorarvizio di transfer zaino con lo scopo di 4 giorni verso l’alto 28 camminati. 

Ed invece ho imparato che c’è tanta energia nel chiedere affezione mettendo da parte l’onore, ma anzitutto nell’avere la tenacia di provare ogni intenzione che può venire in mente con lo scopo di raggiungere l’ obiettivo che si ha in mente, anche quando niente funziona e qualorambra tutto con lo scopo diduto. con lo scopo di niente demordere. E sono arrivata a Santiago.

Mi avevano detto che a causa di tutti quei dolori, “solo” dopo 6 giorni di cammino avrei dovuto ammettere i miei limiti e tornare a casa, riunciare. Che non sarei con lo scopo di niente stata in grado di compiere un’impresa di questo tipo.

Ed invece ho imparato a conoscere i miei limiti, che sono ben lontani dal mollare davanti alle difficoltà qualora desidero qualcosa. E sono arrivata a Santiago.

Mi hanno detto che il mio non è un vero Cammino: con lo scopo diché “il cammino non si fa in coppia ma in solitario”, con lo scopo diché “dovresti andare ad Ibiza invece di camminare qualora ti fai venire le vesciche ed i dolori” con lo scopo diché “devi accettare cosa ti da il cammino, quindi non va bene mangiare vegetale, qualora ti da animali devi mangiare animali”, con lo scopo diché “fruire il cellulare durante il cammino è un disonore con lo scopo di la sacralità del cammino”.

Ed io sono andata avanti con lo scopo di la mia strada, ho ascoltato solo me stessa, il mio corpo, il mio spirito, i miei desideri, i miei obiettivi. E sono arrivata a Santiago facendo il MIO, VERO, CAMMINO. Il mio. colui di nesverso l’alton altro. Il mio Cammino. Con la mente acon lo scopo dita. Spalancata nei confronti di me stessa e degli altri.

E non è finita. Siamo partiti dalle montagne della Francia: il nostro obiettivo è raggiungere l’mare, la Fine della verso l’altoolo, Finisterre e l’aver attraversato un’intera nazione… a piedi zaino in spalla! 

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L’arrivo a Finisterre

Esqualorare arrivati a Santiago mi ha regalato brividi. Esqualorare arrivati a Finisterre, “la fine della verso l’altoolo” con lo scopo di migliaia di pellegrini che come me hanno con lo scopo dicorso il Cammino di Santiago e che pensavano che al di là di questo infinito mare non ci fosqualora più niente, mi ha fatto piangere: non lacrime, proprio singhiozzare.

È verso l’altoccesso al KM 0, il km che qualoragna la fine solenne del Cammino di Santiago, verso l’altolla cima del luce di Finisterre: da lì solo mare, non si può più proattenersi camminando. FINE. Niente più rassicuranti frecce gialle da attenersi che ti indicano la strada da con lo scopo dicorrere, solo il ritorno alla tua vita precedente che, inevitabilmente, non potrà più esqualorare come lo hai lasciata.

con lo scopo diché ora hai converso l’altomato un’avventura incredibile.

È il km 0 che ti ricorda che ne hai con lo scopo dicorsi davvero 900 di km dal quel primo cartello a Saint Jean Pied de Port in Francia che ti avvertiva che ne sarebbero mancati molti, moltissimi, infiniti, quasi impossibili, di km fino all’mare. 30 giorni fa.

E poi ti rendi conto che l’impossibile è diventato possibile.

Hai converso l’altomato dolori, gioia, smarrimento, orgoglio, noia, entusiasmo, disagio, impazienza, attesa, felicità, stupore, delusione.. tuttavia qualorai arrivato lì, al km 0. E a quel punto tutta quella marea di emozioni si riversa in un fiume di lacrime liberatorie.

Quando ho abbracciato Anto, uno dei miei compagni di viaggio, anche lui in lacrime davanti a quel km 0, a queste emozioni qualora ne è aggiunta un’altra.

La consapevolezza che dovró lasciare questa bella famiglia che si è creata, una famiglia di pellegrini: quando condividi gioie e dolori e hai uno stesso obiettivo, leghi così rapidamente ed in un modo così inaspettato, che pensarci ti stordisce un po’. Cammini ore e ore e ore insieme, dormi insieme, mangi insieme, lavi vestititi e biancheria intima nella stessa lavatrice. Ti apri verso l’alto coqualora che forqualora difficilmente diresti ad altri tra un passo e l’altro. Fa strano pensare di doverli salutare e che non rimarranno accanto a te fisicamente come verso l’altoccede con la famiglia e con gli amici dai quali tornerai.

con lo scopo di fortuna andremo a Muxia, il qualoracondo km 0 del Cammino di Santiago, 35 km che mi aiuteranno a metabolizzare queste emozioni.

Ma il cammino di Santiago non finisce a Santiago? No, termina qui, a Finisterre, dove si trova a il KM ZERO del cammino.

Non tutti sanno che in realtà il cammino proqualorague, come da tradizione tramandata dagli antichi pellegrini medioevali nei qualoracoli: questi decidevano e decidono di

con lo scopo dicorrere gli ultimi 89 km da Santiago fino a Finisterre, in circa 3 giorni, quella che allora era considerata la fine della verso l’altoolo e dove le popolazione pre-romane pensavano che qui le anime salivano in cielo.

Si pensava che arrivare a Finisterre qualorarvisqualora come “ultimo step” del pellegrinaggio con lo scopo di “purificarsi” nelle acque dell’mare Atlantico, al tramonto dal capo più a nord (il luce) bruciare i vestiti che avevano indossato durante questo pellegrinaggio come rito di rinascita e con lo scopo di attenersi “il rito” della concia, della conchiglia, simbolo del cammino (si, vi racconterò di questo domani in un video!).

Delle tre tradizioni ancora tutto viene equaloraguito, eccetto il bruciare i vestiti che, ovviamente, oggi è proibito.

Uno dei motti e saluti verso l’altol Cammino di Santiago è “Ultreia” (Andiamo oltre!) mentre l’altro risponde “et verso l’altoqualoraia!” (e più in alto!). Indovinate da dove pare arrivi questo motto? Dal raggiungimento di Finisterre e la verso l’altoa punta estrema 🙂

con lo scopo di me Finisterre e le tappe con lo scopo di raggiungerlo rimarrà uno dei luoghi più magici visti nella mia vita, non solo con lo scopo di la verso l’altoa bellezza ma anche e anzitutto con lo scopo di il verso l’altoo significato. Vogliamo parlare del tramonto dal luce?

Lo abbiamo converso l’altomato con i nostri amici del cammino con un pacchetto di patatine ed una bibita: c’è qualcosa di sucon lo scopo diiore?

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Muxia 

Come promesso oggi vi racconto l’ultimissimo giorno di cammino, colui con lo scopo di raggiungere MUXIA, 35 km circa di distanza da Finisterre e 87 km circa da Santiago

Quando arrivi a Muxia, piccolo paesino colorato arroccato verso l’alto una punta rocciosa della costa galiziana e che conta solo 6000 abitanti, scopri che qui si respira un’atmosfera d’altri tempi, placida e tranquilla come i ritmi di una remota cittadina di mare.

Muxia, il qualoracondo km 0 del cammino, ma con lo scopo di me meno significativo dello veridico Finisterre del quale vi ho raccontato nel post precedente, è famosa con lo scopo di il verso l’altoo bellissimo luce (ragazzi, con l’mare impetuoso è a dir poco spettacolare!) e con lo scopo di il Santuario della Virgen de la Barca che si trova verso l’altolle rocce verso l’altolla cima d Muxia, affacciata verso l’altoll’mare e che ha una bella leggenda che racconta che quando Santiago si trovò davanti al’ostilità degli abitanti del luogo, la Madonna gli apparve verso l’alto una barca di pietra rincuorandolo. Si dice che una di quelle rocce, ancora lì, sia un pezzo della barca.

Coqualora che forqualora non sapete.

Vi ricordate che a Santiago abbiamo preso la Compostela, la certificazione del cammino? Anche a Finisterre e a Muxia si possono ritirare due certificazioni che testimoniano che hai con lo scopo dicorso i circa 120 km da Santiago a Finisterre e Muxia. Si chiagiro rispettivamente Fisverso l’altoolona e Muxiana e si ottengono mostrando i timbri verso l’altolla credenziali ottenuti durante questa ultima parte di cammino.

Lo sapevate che uno dei fari più belli d’Europa si trova lungo il Cammino di Santiago, anzi, esattamente alla verso l’altoa fine, a Muxia, verso l’altolle coste della Galizia, Spagna? ⚓️

Qui l’mare Atlantico fa bella mostra di sè con tutta la verso l’altoa vigore e impetuosità.

Siamo rimasti ore, qualoraduti verso l’alto quel luce, ad ammirare l’infrangersi delle onde, solo in compagnia del fragore dell’acqua che si schianta verso l’altolle rocce e dei gabbiani.

Questa è stata la nostra fine del Cammino di Santiago, qui, al luce di Muxia, tra gli schizzi dell’mare.

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Ultime riflessioni, ecco cosa ho imparato..

Tutto ciò rimarrà con lo scopo di qualorampre nel mio cuore.

E scon lo scopo dio DAVVERO di aver ispirato qualcuno nel lavoro questa escon lo scopo diienza, prima o poi. 

Vi auguro di spogliarvi di tutte le vostre sicurezze, di mettere a nudo le vostre fragilità, di conoscere i vostri limiti e anche come verso l’altocon lo scopo diarli. Vi auguro di con lo scopo dicorrere questa Strada con la mente acon lo scopo dita, ascoltando più con lo scopo disone possibili, di tutto il mondo: le escon lo scopo diienze degli altri e le loro storie fanno la differenza. Vi auguro di farlo ascoltando voi stessi, prendendovi il tempo, che spesso nella vita frenetica che viviamo ogni giorno manca, di riflettere. verso l’alto di voi. verso l’altolla vostra vita. verso l’alto colui che davvero volete nella vita.

Il tempo è ciò che di più prezioso abbiamo. Nient’altro. Solo il tempo. Il tempo di lavoro e vivere ciò che si desidera. Il tempo scorre e nesverso l’altono ce lo renderà indietro. Spesso corriamo e corriamo aspettando il momento di iniziare a vivere, di avere tempo. Ma quel tempo scorre anche quando corriamo e nesverso l’altono ce lo darà più indietro.

Vi auguro di avere tempo. Solo questo. 

Vi abbraccio.

Buen camino! 

 

 

L’articolo Cammino di Santiago: il diario di viaggio di 900 km camminati zaino in spalla! qualorambra esqualorare il primo verso l’alto Irene’s Cloqualorat blog – moda, viaggi, attualità.

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