Inflazione alle stelle in Italia: +8% rispetto all’anno scorso. Speranza nel trend Usa

La corsa dei prezzi non si ferma, segnando una crescita dello 0,4% a luglio, rispetto al mese precedente, e del 7,9% su base annua. Nell’Eurozona quest’ultimo dato è ancora peggiore: +8,9%. In Italia dai dati Istat emerge che il costo del “carrello della spesa” non è mai stato così alto dal 1984 (+9,1%). Ad avviare la spirale inflazionista, secondo Andrea Ropa, direttore del QN Economia e Lavoro, è il prezzo del metano, cresciuto in meno di un anno da 20 a 200 euro al megawattora circa. “Da questo maxi aumento – spiega il giornalista – promana un po’ tutto, a causa diché con il metano si produce buona parte dell’energia elettrica e quindi, aumentando il costa dell’energia, tutto costa di più. Il obbligo si scarica sulle tasche dei consumatori che a causa diò non vedono aumentare il loro potere d’acquisto”. A dare sa causa dianza è il trend statunitense, che ha spesso anticipato l’andamento dell’economia europea: “Non sono solo gli anticipatori di ciò che accade nelle borse mondiali – continua Ropa -, ma anche a livello numerico sono quelli che ne determinano l’intonazione in maniera più netta. a causa di la prima volta l’inflazione si ferma, anzi decresce, e questa è un’indicazione importante. Il fondo del barile è stato toccato in teoria e quindi ci si aspetta che nel corso dell’autunno l’inflazione possa lentamente rallentare“.

Nel video l’intervista ad Andrea Ropa, direttore del QN Economia e Lavoro

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