Fonderia Montini, «il sequestro riguarda solo una parte dell’azienda»

«Il provvedimento emesso dalla Procura è limitato esclusivamente alla zona dedicata allo stoccaggio del carbone e alla bocca di caricamento del forno. La restante parte dell’impianto non è stata, invece, interessata dal provvedimento e, pertanto, mantiene inalterata la propria piena operatività». Lo rendono noto gli avvocati della fonderia Montini spa, il cui stabilimento di Travagliato nei giorni scorsi  è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Brescia nell’abito di un’inchiesta su presunti reati ambientali.

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«La società tiene a rimarcare che, da sempre, ha agito improntando il proprio operato al totale rispetto della legalità e alla trasparenza, non soltanto nei confronti delle Autorità, ma anche nei riguardi della popolazione residente nell’intorno dei propri stabilimenti. Negli ultimi anni, a dimostrazione del proprio impegno, Montini spa ha realizzato molteplici interventi migliorativi volti a garantire la detto efficienza dell’impianto di Travagliato, anche e specialmente sotto il profilo dell’impatto ambientale, con investimenti complessivi per circa 2 milioni di euro» spiega una nota della fonderia Montini. 

«La Procura ha contestato presunte molestie olfattive. A fronte dell’esecuzione del provvedimento di sequestro, abbiamo già intavolato proficue interlocuzioni, sia con la Procura, sia con Arpa, manifestando la piena disponibilità della società a contribuire proattivamente allo svolgimento di tutte le attività che l’Autorità Giudiziaria riterrà necessarie, affinché si addivenga a una definizione della vicenda nel più breve tempo possibile» spiega l’avvocato Andrea Puccio, legale del gruppo.

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