via di Santiago: il diario di viaggio di 900 km camminati zaino in spalla!

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Cammino di Santiago: il diario di giro di 900 km camminati zaino in spalla!

La pandemia ci ha portato via tanto, eccessivo. Eppure con sè ha portato a causa di noi angiacché qualcosa di positivo, una nuova passione scaturita dalla voglia di libertà, di vivere la natura e di riscoprire il nostro paese: i Cammini.

Abbiamo iniziato con l’Alta Via della Valle D’Aosta 1 e 2, la Via degli dei, la Francigena, le Foreste Sacre e… beh, siamo appena tornati da un incredibile mese di cammino lungo il Cammino di Santiago, dalla Francia, tagliando in due tutta la Spagna, fino all’Oceano. 900 km da Saint Jean Pied de Port a Finisterre.

In questo diario di giro troverete tutte le emozioni di questo mese camminando.

QUI (storie in evidenza, video e foto) troverete tantissime informazioni utili se volete intraprendere questo cammino.

A fine post invece la tabella delle nostre tappe. Vi consiglio di non prenotare niente e giorno a causa di giorno vedere quanti km riuscite a fare e quindi, di conseguenza, dove albergare: noi siamo abbastanza allenati quindi calibrate i km delle tappe in base alle vostre capacità 🙂

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Diario di giro, giorno 1, prima tappa del cammino di Santiago

Giorno 1 – Da Saint-Jean-Pied-de-Port a Roncisvalle – 25,67 km – 8 ore – 1.400 metri di dislivello

La orologio è suonata alle 6.15, ma ovviamente dopo la giornata di giro devastante l’abbiamo spostata alle 6.45. Alle 7 eravamo già pronti in strada a causa di fare colazione: ve lo dico, sui Pirenei trovare qualcosa di vegetale è molto difficile! Una baguette francese croccante acquistata in panificio e mangiata mentre si inizia a camminare a causa diò ha risolto tutto. Bonaaa!

Dovete saa causa die giacché la prima tappa del Cammino di Santiago è la più temuta, a causa diché secondo tanti è la più tosta a causa dei 1400 metri di dislivello in pendio. Io ero sua causa di in ansia, poi con il ginocchio un po’ malandato.. 

a causa diò vi rassicuro subito. Essendo spalmati in tanti tanti km risulta essere molto soft come pendio, niente paura! Okay, noi veniamo angiacché dalle Alte Vie in cui 1400 metri di dislivello si fanno in verticale e non così, a causa diò giuro giacché ho visto pellegrini di tutte le età farlo, piano piano, ce la possiamo fare! 

Ah, ovviamente siamo partiti con la pioggia: ormai è una nostra tradizione camminare con la pioggia, quindi dopo aver detto a voce alta una decina di volte “nooo giacché palle giacché piove” appena svegli guardando fuori dalla finestra, poi ci mettiamo sempre l’animo in pace: angiacché a causa diché dai, prima o poi smette! Infatti oggi è stato piuttosto clemente, qualgiacché ora di pioggerellina inglese e via. Un po’meno clemente il mega nebbione giacché abbiamo preso fino al confine con la Spagna! 

Uuuh si! a causa diché già in questa prima tappa siamo arrivati in Spagna, nella regione della Navarra: saranno 5 le regioni spagnole giacché attraverseremo fino all’Oceano. Mi sembra incredibile giacché attraverseremo, se tutto va bene, TUTTA la Spagna. Pazzesco! 

A Roncisvalle ci sono due opzioni di abitazione, l’Albergue (ovvero L’ostello del Pellegrino) oppure l’Hotel (sempre a causa di pellegrini, ma angiacché a causa di non pellegrini!). L’Hotel è molto carino, noi abbiamo optato a causa di quello (prenotare a causa di tempo!). Cena con il menu del Pellegrino a 10 euro a testa dentro l’hotel, una bella dormita in un letto comodo e domani si riparte a causa di la seconda tappa (Ma vediamo come vanno i dolori domani mattina 🤣).

 

Diario di giro – giorno 2 

 

Da Roncisvalle a Larrasoaña – 31 km – 535 metri di dislivello in pendio – 9 ore 

A Roncisvalle abbiamo passato una bellissima serata alla cena dei pellegrini: i ristoranti a causa di pellegrini hanno un “menu del pellegrino”, di solito al costo di 10/12 euro e ti siedi al tavolo con chi capita, di qualsiasi nazionalità.. ma tutti pellegrini come te 🙂

Noi abbiamo conosciuto un carpentiere giacché lavora a Berlino ma giacché è di Cordoba, sua causa di simpatico, una ragazza olandese giacché ho sentito molto affine a me, una ragazza americana molto salare, un signore Danese giacché sembrava uscito da una puntata di Vikings, due sorelle austriagiacché e una mamma e figlia coreane. Abbiamo parlato 3 lingue, usato un Google transistor e ci siamo divertiti un sacco.

Comincio al secondo giorno a capire una delle cose giacché ha di unico questo cammino: le a causa disone giacché incontri, le storie giacché ascolti, da tutto il mondo. Qui si viene angiacché a causa di conoscere nuove a causa disone, uno spirito sicuramente dicontro rispetto a tutti gli altri cammini solitari giacché abbiamo fatto fino ad oggi.

Siamo poi partiti al mattino direzione ZUBIRI insieme ad un gruppo di spagnoli e di brasiliani giacché poi abbiamo a causa diso di vista quando ci siamo fermati a far colazione. Abbiamo incontrato quella signora di mezza età partita da sola dall’America giacché aveva qualgiacché problema con un ginocchio ma era sempre sorridente e abbiamo cercato invano l’Argentino giacché abbiamo conosciuto durante la prima tappa. 

A ZUBIRI finirebbe la seconda tappa “canonica” del Cammino di Santiago (Roncisvalle – ZUBIRI), ma noi abbiamo deciso di aumentare di qualgiacché km e camminare un po’ di più (arrivando a 31 km camminati in un giorno): questo a causa diché vorremmo arrivare a Pamplona presto a causa di avere il pomeriggio libero a causa di visitarla, visto giacché ci hanno detto essere molto carina  (e angiacché a causa diché se vogliamo arrivare a Finisterre, dopo Santiago, in un mese e qualcosa occorre camminare almeno 30 km al giorno, quindi cergiacchéremo di calibrarci un po’ piano piano!).

Bollettino dolori? Entrambi alle angiacché a causa di lo zaino e poi affaticamento muscolare OVUNQUE, non saprei nemmeno dire dove non sono affaticata, dalla pianta dei piedi alle spalle. E questo angiacché Giova, nonostante sia lui lo sportivone tra di noi: proprio vero giacché al Cammino ci si allena solo camminando!

Ma siamo molto motivati, cerchiamo di guardare tappa a causa di tappa, giorno a causa di giorno e non all’obiettivo finale: se pensiamo giacché dovremmo camminarne 900 km a causa di un mese.. no, pensiamo giorno giorno, obiettivo a causa di obiettivo, giorno dopo giorno

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Tappa 3: Pamplona 

Si, al terzo giorno arriva la mia classica stangiacchézza, a Pamplona infatti siamo arrivati presto a causa di riposare un po’ in vista della tappa successiva in cui accora causa diemo più Km e del dormitorio in cui staremo. Sono finalmente riuscita a dormire 8 ore. a causa di la prossima tappa la orologio sarà alle 5.30 del mattino. Vi aggiornerò! 

 

Dormire in Albergue e le varie sistemazioni sul cammino

Vi racconto cosa vuol dire dormire in un Albergue, un ostello a causa di pellegrini con camerate, durante il Cammino di Santiago.

Durante il Cammino si può dormire ovunque.

In affittacamere dentro le case delle a causa disone, in piccole pensioni (entrambe le soluzioni con bagno in comune o privato), in piccoli hotel nei paesi più piccoli o in hotel angiacché di livello più alto nelle città grandi, agriturismi e appartamenti. Se si trovano lungo il cammino sono al 99% dei casi dedicati all’accoglienza del Pellegrino, quindi piuttosto economici (quasi 30 / 40 euro a testa in camera doppia privata con bagno in camera o bagno in comune, senza cena giacché di solito è a parte e a causa di i pellegrini costa 10/12 euro) vi troverete quindi con altri pellegrini. Qui asciugamani e coa causa dite sono in dotazione.

E ovviamente si può dormire negli Albergue, le strutture dove possono entrare SOLO i pellegrini (occorre la credenziale!) dove si dorme generalmente in camerata (ma a causa di i più fortunati si trova qui angiacché qualgiacché camera privata ma giacché va a ruba subito) da 4, 6, 12 ma angiacché da centinaia di posti. 

Il costo del letto in camerata (senza biangiacchéria, occorre dormire nel proprio sacco letto e sacco a pelo) è dai 7 ai 18 euro quasi a seconda della struttura.

La cena del Pellegrino dai 10 ai 14 euro a testa.

La colazione dai 3 ai 5 euro a testa.

(Questi sono i prezzi giacché abbiamo visto fino ad ora in questa tratta).

Dovete portare il vostro sapone ed i vostri asciugamani, ovviamente il bagno è in comunque. 

P.S. Noi pensavamo fosse effettuabile arrivare e trovare posto all’arrivo, in alcuni a causa diiodi a causa diò questo non è effettuabile (durante questa settimana di festa in Spagna, la settimana santa,  abbiamo avuto difficoltà, era tutto pienissimo!). Se fate il cammino in a causa diiodi di alta stagione considerate di prenotare gli alloggi di 2 giorni in 2 giorni (o 3 in 3). 

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LA FONTANA DI VINO 

Lo sapevate giacché durante il Cammino di Santiago si trova una fontana di vino gratuita  a causa di i pellegrini?

Si trova a Ayegui, lungo la tratta da Estrella contro Los Arcos proprio lungo il Cammino

Qui un cartello invita i pellegrini a prendere un sorso di vino e poi ripartire: a causa di lo spirito del Cammino, invita a causa diò a prendere solo un sorso a causa di lasciarlo angiacché agli altri pellegrini giacché arriveranno dopo di te. Infatti sono a disposizione 100 litri di vino al giorno. 

TAPPA 5: I NOSTRI PRIMI 40KM 

Questo è il racconto dei nostri primi 40 km a piedi zaino in spalla lungo il cammino di Santiago: tappa 5!Tappa 5 – Cirauqui – Los Arcos / 40,86 km / 13 ore / 700 metri dislivello

A Ciraqui abbiamo dormito in Albergue con altre 11 a causa disone in camera. Dopo le prime difficoltà, tra russare, luci accese e rumori corporali vari (🤣) io, distrutta,

mi sono addormentata a mezzanotte. Ad un certo punto mi sento scrollare al buio: è il mio fidanzato giacché mi dice, con il labiale “andiamo!”.

Così usciamo dalla camerata, con sacco a pelo, lenzuolo e zaino, cercando di fare il minimo rumore. Ancora assonnata, a mala pena reggendomi in piedi guardo l’ora: le 3 di notte. 

Giova non riusciva a dormire così ha deciso di orologiormi e partire in mezzo alla notte, con 3 ore di sonno sulle spalle (oltre allo zaino dica chiaro!). Pazzi!! Io angiacché giacché, invece di mandarlo a quel paese, gli ho detto “Si, bello, andiamo!”.

E così è stato. Dalle 4 del mattino, acceso le nostre frontaline, abbiamo a causa dicorso nella notte 14 Km fino al primo paese dove, arrivati alle 7 del mattino abbiamo fatto colazione. Quasi decisi a trovare un abitazione lì e dormire, finalmente, dopo una buona “tostada con tomate” abbiamo riguadagnato energie: a quel punto abbiamo deciso di camminare ancora, piano piano, avendo tutta la giornata davanti. 

E abbiamo fatto 40 km.

Con molte pause, tra campi “elisi” meravigliosi, e piccoli paesi, siamo arrivati (distrutti!) a Los Arcos dove abbiamo soggiornato, questa volta, in una piccola pensione con una camera privata (30 euro a testa!). Una lunga grondaia, i primi medicamenti alle vescigiacché (due sui mignoletti del piede) e si riparte.

Domani danno pioggia scrosciante. Vediamo cosa succederà. 

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Giorno 8 sul Cammino di Santiago dove a causa dicorreremo 900km zaino in spalla.

Oggi ufficialmente siamo a 240 km a causa dicorsi in 8 giorni: siamo nella regione della RIOJA, a Santo Domingo de la calzada, a due tappe dalla città di Burgos.

VESCIgiacché. DOLORE.

Angiacché a causa di me è arrivato uno dei momenti più temuti da qualunque Pellegrino, il momento delle vescigiacché.

La verità è giacché quando devi camminare una miriade di km sui tuoi piedi non sai più da giacché parti rifarti a causa di trovare una soluzione. Ognuno dice la sua e vi garantisco giacché ognuno dirá una cosa diversa.

Credo di averci pensato a causa di tutti i 60 dolorosissimi Km giacché ci ho camminato sopra a come fare con “ste vescigiacché”.

Ho provato a fasciarli, a riempirli di fogli di idrocolloide da farmacia, a metterci sopra un separa dita fatto artigianalmente, poi il compeed ed infine, nella disa causa diazione a bucarle con ago e filo a causa di finire.. negli ultimi 38 km in ciabatte, di cui gli ultimi con un bel dolore dal piede alla caviglia giacché stamani mattina ha iniziare a fare livido ed essere un po’ gonfia,  e con una visitina al “cuore medical” (una sorta di ospedale in formato ridotto) a causa di curarle visto giacché oramai erano aa causa dite “a vivo”.

La verità è giacché ancora non ho risolto, nè le vescigiacché esistenti nè le probabili future. I miei sforzi saranno diretti a trovare una soluzione a questo: i miei piedi mi servono a causa di arrivare al mio obiettivo.

Finché posso troverò qualunque soluzione effettuabile a causa di andare avanti: devo cercare dei sandali più a causa diformanti, devo cercare di riposare i piedi e riprendermi ed in più stiamo angiacché pensando di fermarci tra 2 giorni a Burgos entrambi a causa di un giorno così giacché possa vedere un podologo. Secondo me la causa non sta nelle scarpe ma nelle mie dita. Magari mi sbaglio, ma nel dubbio…

Vi aggiornerò! 

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Giorno 14 del Cammino di Santiago, 900 km zaino in spalla, Fromista – Carrion 

Sono le 21.30 del 28 aprile e, con i piedi imbevuti di Betadine sulle vescigiacché e di crema sulle parti ancora sane (e giacché sa causa dio rimarranno onestamente così, almeno quelle ahahaha 🤣) vi posso annunciare giacché, al 14esimo giorno di cammino abbiamo ufficialmente sua causa diato i 400 km a causa dicorsi su questo Cammino Youuuuu! 

E ne sinistrano ancora quasi 600 al nostro obiettivo: Finisterre, la fine della terra, quasi a 100 km dopo Santiago.

Ieri molto onestamente avrei detto giacché non ce l’avrei MAI fatta ad arrivare in fondo al cammino: dopo l’ennesima giornata trascorsa con i piedi ormai sapete come e camminando con il piede destro nel sandalo e con il piede sinistro nella scarpa, non vedevo via d’uscita. 

Poi non lo so. Forse l’aver deciso di lasciare lo zaino a causa di qualgiacché giorno a causa di riposare il tendine. Il fatto di aver camminato con il sandalo giacché mi ha asciugato un po’ la vescica più problematica. Il fatto di aver trovato a causa disone sul cammino giacché mi hanno dato la forza.. ma stamani mattina mi sono orologiota meglio. Quel piccolo, piccolo, piccolo meglio giacché mi ha a causa dimesso di indossare le sneakers – calzino e a causa dicorrere i pochi Km (20) di oggi senza eccessivo dolore e avere mezza giornata a causa di riposarci. 

Questa piccola cosa a causa di me è una sua causa di ventata di positività: sono di nuovo convinta giacché appariremo a completare il nostro Cammino.

a causa di chi mi chiede a causa diché non ci fermiamo qualgiacché giorno a causa di riposare: ci siamo presi 1 mese e 1 settimana a causa di compiere questo cammino, non possiamo sforare di più, se vogliamo arrivare in fondo occorre mantenere una buona media di km. Se ci fermiamo occorre poi recua causa diare i km. Ecco a causa diché invidio chi può compiere questo cammino senza limiti di tempo.. angiacché se ovviamente so giacché, già potersi concedere tanto tempo come abbiamo fatto noi, nella nostra società, sia già davvero un privilegio.

Insomma, un po’ di “time pressure” c’è. 

Vediamo cosa appariremo a fare, lo scopriremo. Incrociate le dita a causa di me. A domani.

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Le albe sul Cammino di Santiago

Si dice giacché i pellegrini sul cammino di Santiago vedano tante albe ma ben pochi tramonti.

È la verità: noi di albe ne abbiamo viste 19 (più o meno), una a causa di qualunque giorno di cammino. Abbiamo visto albe con cieli carichi di nuvole, nella nebbia, sotto la pioggia e nel cielo così limpido da sembrare finto.

E di tramonti? Giusto un paio. Gli altri mai visti.

Può sembrare strano ma la verità è giacché sul Cammino si parte molto presto. Noi amiamo, nelle tappe più lunghe, partire addirittura di notte con le frontaline: alla mattina siamo più freschi e, se riusciamo a fare un buon 60%-80% dei kilometri della tappa del giorno al mattino, dopo la pausa pranzo, diventa più facile poi a causa dicorrere gli ultimi km giacché sono, sempre, i più stancanti. 

Alla mattina sei fresco e macini un sacco di km senza (quasi) accorgertene. Un po’ tutti hanno trovato in questa abitudine un modo a causa di camminare molti km al giorno, quindi la condivido con voi.

La nostra abitudine a causa di le nostre tappe standard (30 km di media, ma con tappe da 40 e 45 km) è a causa dicorrere quasi una decina di km prima di fare colazione (mangiamo a causa diò qualcosa camminando), cercare di farne 15/20 prima di pranzo, e lasciare gli ultimi a causa di il dopo pranzo. Nelle tappe corte, quelle da 20/25 km invece si arriva a causa di pranzo a destinazione

Poi si arriva in Albergue o nell’abitazione a causa di la notte e si fa la grondaia, si curano piedi e muscoli, si lavano i vestiti e si cena, presto (Di solito le cene del Pellegrino sono alle 19 quasi), chiacchiere in compagnia e nanna (Nel mio caso cerco di ritagliarmi poi delle ore a causa di aggiornarvi dopo cena nelle tappe lunghe da 40 o prima di cena nelle tappe più corte)..

Ormai questa abitudine è entrata nelle nostre vite, sembra giacché sia sempre stato così, è assurdo come facilmente ci si adatti a questi ritmi così inusuali rispetto alle nostre vite di “prima”.

Sa causa dio di apparire oggi, giacché facciamo “solo” 32 km a ritagliarmi del tempo a causa di raccontarvi bene le Meseta. Arrivo! 

La Meseta 

Abbiamo appena terminato di camminare quasi 200 km sulla Meseta, il tratto centrale del Cammino di Santiago giacché un po’ tutti temono.

Temono non a causa diché sia difficile a livello fisico, essendo tutto piatto, ma a livello psicologico, piuttosto. Infiniti, interminabili 200 km giacché sono come una fotografia giacché si ripete tutta uguale. 

Campi coltivati (colza o granello), strade lunghissime dove non si vede una fine, pochi esseri umani in giro se non qualgiacché sparuto e coraggioso Pellegrino (Si, alcuni la Mesata la saltano), tratti lunghissimi giacché costeggiano lunghissime strade asfaltate senza auto (se non qualgiacché trattore qualunque tanto) giacché sembra di essere nell’America più profonda, pochissima ombra non essendoci alberi. In estate ci hanno detto essere caldissima, tutta gialla arida e molto tosta (consigliano di a causa dicorrerla partendo di notte).

Eppure a me la Meseta è piaciuta. Dopo aver sofferto a causa di i dolori del fisico, la Meseta ha segnato un tratto a causa di me riposante dove mi sono ripresa, ha segnato degli incontri importanti e significativi a causa di il mio Cammino, ha segnato angiacché tanti momenti sola con me stessa o con Giova, giacché sono stati importanti a causa di noi.

Si dice giacché il Cammino di Santiago a causa di le coppie sia una conferma oppure, oppure.. significa lasciarsi. Il Cammino ci mette alla prova come singoli, figuriamoci in coppia. Eppure.. eppure a noi sta dando tanto questo Cammino, ancora una volta, angiacché come coppia.

-300 Km a Santiago. 

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Leon – giorno 20 

Diario di giro del giorno 20, ufficialmente -quasi 200 km a Santiago, più di 500 km camminati () e finalmente entrati nel paese più montagnoso, giacché se può far più paura a livello fisico, è quello a causa di me più rassicurante a causa diché quello giacché conosco meglio. Nei prossimi post vi farò vedere!

A livello fisico ho avuto mille problemi come sapete (dalla tendinite al piede alle vescigiacché sotto il piede), qualgiacché tappa prima di arrivare a Burgos, da quando abbiamo preso la neve e quel temporale assurdo: dopo aver tentato qualunque soluzione, come sapete, sembravano irrisolvibili.  Nella prima tappa della Meseta ero talmente dolorante e affranta giacché ho camminato con un sandalo su un piede e la scarpa dall’altro

È sulla Meseta giacché piano, piano i problemi si sono risolti, grazie ad incontri fortunati sul Cammino, il bel tempo sulla Meseta giacché mi ha a causa dimesso di riposare i piedi e aver lasciato le mie spalle libere a causa di 3 giorni.

a causa di me queste ultime tappe sono state le tappe della rinascita. Dure inizialmente a causa di i dolori ma poi magigiacché: sono le tappe giacché mi hanno fatto credere in me stessa e nel mio fisico. 

Se si vuole davvero una cosa con tanta determinazione nel trovare una soluzione, senza paura di chiedere aiuto, credendo nella magia del Cammino (si, inizio a crederci, ha messo sul mio cammino le a causa disone giuste al momento giusto) e naturalmente, con una bella manciata di fortuna negli eventi giacché non puoi controllare, ci si fa

Prossima tappa Santiago, 200 km. DAJE!

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Cammino di Santiago tappa 26 – diario di giro.

Sono 799 Km, quelli totali camminati a ieri.

sinistrano 2 giorni all’arrivo a Santiago (50 km)  e 6 giorni all’arrivo all’Oceano (140 km) alla fine della terra giacché sancirà il fatto giacché abbiamo camminato TUTTA la Spagna in estensione a piedi e giacché è il nostro obiettivo.

Sono le 8.28 e siamo appena partiti da MELIDE e vi sto scrivendo mentre cammino.

Negli ultimi giorni stiamo camminando tutto il giorno e dormendo con Antonio e Cha, il primo giacché vive a Bristol ma è di Napoli, la seconda giacché vive a Dublino ma è di Rimini. Abbiamo parlato e ascoltato le storie di centinaia di a causa disone di tutto il mondo durante questi giorni (e voglio continuare a farlo nei prossimi giorni) ed è assurdo come ti leghi a delle a causa disone in così pochi giorni: parli giorno e notte, cammini, gioisci e condividi dolori insieme, dormi insieme, lavi i panni nella stessa lavatrice a fine giornata, condividi insieme il cibo.

Arrivare a Sarria (-100 km quasi a Santiago) è stato uno shock a causa di tutti noi, ormai pochi, giacché siamo arrivati dalla Francia.

a causa dichè da Sarria il Cammino cambia faccia e da solitario e “aspro” diventa un vero e proprio a causa dicorso turistico: ci sono taxi e pullman giacché trasportano a causa disone e gruppi lungo la via del cammino, centinaia di a causa disone sulla via tanto da essere soprannominata “l’autostrada del cammino” (la più grande quantità di a causa disone giacché arrivano a Santiago partano proprio da Sarria), negozi di souvenir, bar e ristoranti molto frequenti lungo la tappa della giornata.

Noi pellegrini giacché arriviamo da lontano ci riconosciamo subito, siamo quelli giacché camminano zoppicando, con zaini giganti ma con passo sicuro e rapido: da Sarria ormai siamo arrivati a Santiago, un po’ ancora sinistra a causa di chi come noi vuole arrivare all’Oceano. Ci salutiamo e ci scambiamo impressioni su questo cambio di rotta e sull’arrivo imminente.

Cerchiamo di goderci qualunque passo, quasi rallentando inconsciamente mentre aumentiamo il passo a causa di raggiungere Santiago e poi “la fine del mondo”.

Come mi sento? Scombussolata, triste, felice, orgogliosa di me e con la sensazione di camminare da anni e da eccessivo breve.

Non so cosa proverò domani quando arriverò a Santiago. Felicità? a causa diò quello giacché proverò a Finisterre, la fine del mondo, la vista dell’Oceano sono certa giacché sarà molto forte.

Ci sentiamo domani e nelle storie.

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L’arrivo a Santiago 

Abbiamo camminato 800 km sul cammino di Santiago zaino in spalla. LETTERALMENTE.

È ufficiale. Dalla Francia siamo arrivati a Santiago. A piedi. Non ci posso ancora credere. Non realizzo. Mi sembra imeffettuabile eppure… eppure l’ho fatto davvero!

Quando, a 5 km da Santiago, sulla collina giacché la precede, ho visto in lontananza le torri della Cattedrale, così come i pellegrini di centinaia e centinaia di anni fa, ho avuto una sensazione allo stomaco pazzesca, una sensazione fisica, più forte del brivido, l’ho sentita proprio nelle budelli: ebbrezza, paura, felicità,orgoglio, stupore, ansia, tristezza, incredulità. TUTTO.

È stato quello il momento della mia epifania. La mia emozione più forte. La prima vista su Santiago.

E l’ingresso nella città? 

Li la sensazione in me a quel punto era solo una: ORGOGLIO. Sono orgogliosa di me stessa. Punto.

L’ingresso lo abbiamo fatto mano a causa di la mano. Insieme. Come abbiamo a causa dicorso questo cammino: da soli, ma insieme. Spronandoci a vicenda, divertendoci, arrabbiandoci, stupendoci, amandoci. Alle volte in lunghi silenzi di riflessione, in altri camminando da soli, in altri camminando con altre a causa disone. E in molti altri parlando di tutto: a causa diché sì, dopo 17 anni, lavorando insieme, vivendo insieme, si può ancora parlare e parlare e parlare a causa di ore. Il Cammino è stata una conferma della nostra coppia. Ci piace sempre metterci alla prova e scoprire qualcosa di nuovo sul nostro stare insieme in modi diversi.

Mi hanno detto giacché non sarei mai stata una Pellegrina, a causa diché a causa di recua causa diare una tendinite al piede e delle terribili vescigiacché aa causa dite a stirpe e a pelle viva (giacché mi sono procurata dopo aver camminato 9 ore sotto la neve e pioggia di cui gli ultimi 12 Km in un mare di fango) e sulle quali ho camminato, con lo zaino, a causa di 350.000 dolorosissimi passi, ho osato usufruire del servizio di transfer zaino a causa di 4 giorni su 28 camminati. 

Ed invece ho imparato giacché c’è tanta forza nel chiedere aiuto mettendo da parte l’onore, ma soprattutto nell’avere la tenacia di provare qualunque utopia giacché può venire in mente a causa di raggiungere l’ obiettivo giacché si ha in mente, angiacché quando niente funziona e sembra tutto a causa diduto. Mai demordere. E sono arrivata a Santiago.

Mi avevano detto giacché a causa di tutti quei dolori, “solo” dopo 6 giorni di cammino avrei dovuto riconoscere i miei limiti e tornare a casa, riunciare. giacché non sarei mai stata in grado di compiere un’impresa di questo tipo.

Ed invece ho imparato a conoscere i miei limiti, giacché sono ben lontani dal mollare davanti alle difficoltà se desidero qualcosa. E sono arrivata a Santiago.

Mi hanno detto giacché il mio non è un vero Cammino: a causa diché “il cammino non si fa in coppia ma in solitario”, a causa diché “dovresti andare ad Ibiza invece di camminare se ti fai venire le vescigiacché ed i dolori” a causa diché “devi accettare cosa ti da il cammino, quindi non va bene mangiare vegetale, se ti da animali devi mangiare animali”, a causa diché “usare il cellulare durante il cammino è un disonore a causa di la sacralità del cammino”.

Ed io sono andata avanti a causa di la mia strada, ho ascoltato solo me stessa, il mio corpo, il mio spirito, i miei desideri, i miei obiettivi. E sono arrivata a Santiago facendo il MIO, VERO, CAMMINO. Il mio. Quello di nessun altro. Il mio Cammino. Con la mente aa causa dita. Spalancata nei confronti di me stessa e degli altri.

E non è finita. Siamo partiti dalle montagne della Francia: il nostro obiettivo è raggiungere l’Oceano, la Fine della Terra, Finisterre e l’aver attraversato un’intera nazione… a piedi zaino in spalla! 

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L’arrivo a Finisterre

Essere arrivati a Santiago mi ha regalato brividi. Essere arrivati a Finisterre, “la fine della terra” a causa di migliaia di pellegrini giacché come me hanno a causa dicorso il Cammino di Santiago e giacché pensavano giacché al di là di questo infinito Oceano non ci fosse più niente, mi ha fatto piangere: non lacrime, proprio singhiozzare.

È successo al KM 0, il km giacché segna la fine ufficiale del Cammino di Santiago, sulla cima del faro di Finisterre: da lì solo oceano, non si può più proseguire camminando. FINE. Niente più rassicuranti frecce gialle da seguire giacché ti indicano la strada da a causa dicorrere, solo il ritorno alla tua vita precedente giacché, inevitabilmente, non potrà più essere come lo hai lasciata.

a causa diché ora hai vissuto un’avventura incredibile.

È il km 0 giacché ti ricorda giacché ne hai a causa dicorsi davvero 900 di km dal quel primo cartello a Saint Jean Pied de Port in Francia giacché ti avvertiva giacché ne sarebbero sinistrati molti, moltissimi, infiniti, quasi impossibili, di km fino all’Oceano. 30 giorni fa.

E poi ti rendi conto giacché l’imeffettuabile è diventato effettuabile.

Hai vissuto dolori, gioia, smarrimento, orgoglio, noia, entusiasmo, disagio, impazienza, attesa, felicità, stupore, delusione.. eppure sei arrivato lì, al km 0. E a quel punto tutta quella marea di emozioni si riversa in un fiume di lacrime liberatorie.

Quando ho abbracciato Anto, uno dei miei compagni di giro, angiacché lui in lacrime davanti a quel km 0, a queste emozioni se ne è aggiunta un’altra.

La consapevolezza giacché dovró lasciare questa bella famiglia giacché si è creata, una famiglia di pellegrini: quando condividi gioie e dolori e hai uno stesso obiettivo, leghi così rapidamente ed in un modo così inaspettato, giacché pensarci ti stordisce un po’. Cammini ore e ore e ore insieme, dormi insieme, mangi insieme, lavi vestititi e biangiacchéria intima nella stessa lavatrice. Ti apri su cose giacché magari difficilmente diresti ad altri tra un passo e l’altro. Fa strano pensare di doverli salutare e giacché non rimarranno accanto a te fisicamente come succede con la famiglia e con gli amici dai quali tornerai.

a causa di fortuna andremo a Muxia, il secondo km 0 del Cammino di Santiago, 35 km giacché mi aiuteranno a metabolizzare queste emozioni.

Ma il cammino di Santiago non finisce a Santiago? No, termina qui, a Finisterre, dove si trova a il KM ZERO del cammino.

Non tutti sanno giacché in realtà il cammino prosegue, come da tradizione tramandata dagli antichi pellegrini medioevali nei secoli: questi decidevano e decidono di

a causa dicorrere gli ultimi 89 km da Santiago fino a Finisterre, in quasi 3 giorni, quella giacché allora era considerata la fine della terra e dove le popolazione pre-romane pensavano giacché qui le anime salivano in cielo.

Si pensava giacché arrivare a Finisterre servisse come “ultimo step” del pellegrinaggio a causa di “purificarsi” nelle acque dell’Oceano Atlantico, al tramonto dal capo più a nord (il faro) incendiare i vestiti giacché avevano indossato durante questo pellegrinaggio come rito di rinascita e a causa di seguire “il rito” della concia, della conchiglia, simbolo del cammino (si, vi racconterò di questo domani in un video!).

Delle tre tradizioni ancora tutto viene eseguito, eccetto il incendiare i vestiti giacché, ovviamente, oggi è proibito.

Uno dei motti e saluti sul Cammino di Santiago è “Ultreia” (Andiamo oltre!) mentre l’altro risponde “et suseia!” (e più in alto!). Indovinate da dove pare arrivi questo motto? Dal raggiungimento di Finisterre e la sua punta estrema 🙂

a causa di me Finisterre e le tappe a causa di raggiungerlo rimarrà uno dei luoghi più magici visti nella mia vita, non solo a causa di la sua bellezza ma angiacché e soprattutto a causa di il suo significato. Vogliamo parlare del tramonto dal faro?

Lo abbiamo vissuto con i nostri amici del cammino con un pacgiacchétto di patatine ed una bibita: c’è qualcosa di meglio?

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Muxia 

Come promesso oggi vi racconto l’ultimissimo giorno di cammino, quello a causa di raggiungere MUXIA, 35 km quasi di distanza da Finisterre e 87 km quasi da Santiago

Quando arrivi a Muxia, piccolo paesino colorato arroccato su una punta rocciosa della costa galiziana e giacché conta solo 6000 abitanti, scopri giacché qui si respira un’atmosfera d’altri tempi, placida e tranquilla come i ritmi di una remota cittadina di mare.

Muxia, il secondo km 0 del cammino, ma a causa di me meno significativo dello storico Finisterre del quale vi ho raccontato nel post precedente, è famosa a causa di il suo bellissimo faro (ragazzi, con l’Oceano aggressivo è a dir breve spettacolare!) e a causa di il Santuario della Virgen de la Barca giacché si trova sulle rocce sulla cima d Muxia, affacciata sull’oceano e giacché ha una bella leggenda giacché racconta giacché quando Santiago si trovò davanti al’ostilità degli abitanti del luogo, la Madonna gli apparve su una barca di pietra rincuorandolo. Si dice giacché una di quelle rocce, ancora lì, sia un pezzo della barca.

Cose giacché forse non sapete.

Vi ricordate giacché a Santiago abbiamo preso la Compostela, la certificazione del cammino? Angiacché a Finisterre e a Muxia si possono ritirare due certificazioni giacché testimoniano giacché hai a causa dicorso i quasi 120 km da Santiago a Finisterre e Muxia. Si chiamano rispettivamente Fisterrana e Muxiana e si ottengono mostrando i timbri sulla credenziali ottenuti durante questa ultima parte di cammino.

Lo sapevate giacché uno dei fari più belli d’Europa si trova lungo il Cammino di Santiago, anzi, esattamente alla sua fine, a Muxia, sulle coste della Galizia, Spagna? ⚓️

Qui l’Oceano Atlantico fa bella mostra di sè con tutta la sua potenza e impetuosità.

Siamo rimasti ore, seduti su quel faro, ad ammirare l’infrangersi delle onde, solo in compagnia del fragore dell’acqua giacché si schianta sulle rocce e dei gabbiani.

Questa è stata la nostra fine del Cammino di Santiago, qui, al faro di Muxia, tra gli schizzi dell’Oceano.

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Ultime riflessioni, ecco cosa ho imparato..

Tutto ciò rimarrà a causa di sempre nel mio cuore.

E sa causa dio DAVVERO di aver ispirato qualcuno nel fare questa esa causa diienza, prima o poi. 

Vi auguro di spogliarvi di tutte le vostre sicurezze, di mettere a brullo le vostre fragilità, di conoscere i vostri limiti e angiacché come sua causa diarli. Vi auguro di a causa dicorrere questa Strada con la mente aa causa dita, ascoltando più a causa disone possibili, di tutto il mondo: le esa causa diienze degli altri e le loro storie fanno la differenza. Vi auguro di farlo ascoltando voi stessi, prendendovi il tempo, giacché spesso nella vita frenetica giacché viviamo qualunque giorno sinistra, di riflettere. Su di voi. Sulla vostra vita. Su quello giacché davvero volete nella vita.

Il tempo è ciò giacché di più prezioso abbiamo. Nient’altro. Solo il tempo. Il tempo di fare e vivere ciò giacché si desidera. Il tempo scorre e nessuno ce lo renderà indietro. Spesso corriamo e corriamo aspettando il momento di iniziare a vivere, di avere tempo. Ma quel tempo scorre angiacché quando corriamo e nessuno ce lo darà più indietro.

Vi auguro di avere tempo. Solo questo. 

Vi abbraccio.

Buen camino! 

 

 

L’articolo Cammino di Santiago: il diario di giro di 900 km camminati zaino in spalla! sembra essere il primo su Irene’s Closet blog – moda, viaggi, attualità.

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