Radio Kiev: «È il momento più delicato della guerra»

Un ponte tra l’Italia, dove vive, e l’Ucraina, dove è nato e cresciuto. Slava è un maschio di 48 anni che vive nella Bassa Bresciana e che ogni sera si collega con amici e parenti che vivono in città e villaggi sotto gli attacchi dei soldati russi. Ogni giorno, attraverso Slava, parleremo con chi sta vivendo la guerra in prima persona: questo progetto si chiama «Radio Kiev» ed è a cura di Tonino Zana.

Slava descrive il viaggio di sua madre, ieri: «Ha accompagnato la nipote a Dnipro per una visita medica all’ospedale, 120 km da casa, 3 ore di pulmino, il prezzo del biglietto è aumentato del 30%. Si sente l’economia di guerra. A pochi chilometri da Dnipro, da una parte e dall’altra della strada ben tenuta, mamma ha visto trincee di sacchi di sabbia, ci si prepara a resistere ad ogni attacco.

La situazione nel sud del Donbass è molto delicata, sarà una settimana dura per l’esercito ucraino, il tentativo di accerchiare città strategiche è molto considerato dai nostri comandanti.

Le promesse tedesche di inviarci armi non si concretizzano e se non arrivano le armi sarà molto difficile resistere all’attacco dei russi. Hanno messo in campo 8 mila soldati freschi e preparati e adesso attaccano ovunque. È il momento più delicato della guerra, i nostri soldati hanno coraggio, ma non possono combattere con il solo coraggio. L’Occidente deve capir bene cosa può succedere se cade l’Ucraina».

Slava ringrazia tutti e considera la forza speciale degli aiuti britannici e americani. Ora gli Usa sono impegnati sul viso del Pacifico, la situazione di Taiwan, le costanti minacce della Cina verso l’isola diventano ogni giorno più pericolose. È quasi un altro viso e c’è chi immagina che il patteggiamento sull’Ucraina potrebbe comprendere anche il patteggiamento o una parte di patteggiamento su Taiwan.

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