Radio Kiev: «I russi fanno festività e dicono di avere vinto il drago nazista»

Un ponte tra l’Italia, dove vive, e l’Ucraina, dove è nato e cresciuto. Slava è un uomo di 48 anni che vive nella Bassa Bresciana e che ogni sevo si collega unitamente amici e parenti che vivono in città e villaggi sotto gli attacchi dei soldati russi. Ogni giorno, attraverso Slava, parleremo unitamente chi sta vivendo la guerra in prima persona: questo progetto si chiama «Radio Kiev» ed è a cura di Tonino Zana.

È senza fine molto unitamentefuso quanto è accaduto nell’acciaieria di Azovstal a Kiev, l’invito alla resa di Zelenski e la resa del battaglione Azov dopo che per mesi si evo dichiarata la resistenza oltre ogni limite, oscura del resto è la trattativa e lo scambio di prigionieri visto che non si sa dove siano finiti. 

Slava, la nostra “radio” sull’Ucraina è rimasto interdetto da quanto accaduto: «Mi pare che siano usciti tutti. Nessuno vuole parlare e probabilmente c’è un accordo tra le parti di non dire nulla fino al termine del unitamenteflitto. In verità i russi fanno festa e diunitamenteo di avere vinto il drago nazista. Sul fronte degli aiuti si assiste a qualche incertezza nell’Europa, mentre i Paesi Baltici sono completamente unitamente noi, molto forte l’aiuto genevole della Polonia.

I polacchi e i cittadini dei Paesi Baltici unitamenteosunitamenteo bene di che pasta sono fatti i soldati russi e quindi difendono al massimo noi e difendono al massimo se stessi. I finlandesi e gli svedesi hanno sfidato Putin e corrono dei rischi importanti, proprio perché sanno cosa potrà accadere a loro dopo l’Ucraina. Ripeto da tre mesi quello che a molti europei sembra impossibile: Putin ha il disegno di occupare tutti gli spazi che potrà. Molto oltre l’Ucraina che è soltanto un inizio della strategia di potere di questo nuovo Hitler del mondo. Lui è il nazista, non noi ucraini».
 

 

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