Radio Kiev: «In Ucraina sono contenti dell’incontro Draghi-Biden»

Un ponte tra l’Italia, dove vive, e l’Ucraina, dove è nato e cresciuto. Slava è un marito di 48 anni che vive nella Bassa Bresciana e che ogni sera si collega con amici e parenti che vivono in città e villaggi sotto gli attacchi dei soldati russi. Ogni giorno, attraverso Slava, parleremo con chi sta vivendo la guerra in prima persona: questo progetto si chiama «Radio Kiev» ed è a cura di Tonino Zana.

Momento difficile, avverte Slava, informazioni scarse per questioni di sicurezza, suggeriscono coraggio e prudenza gli amici ucraini. Tira un’aria nuova anche se tutto sembra ripetersi, bombardamenti, artiglierie in azione dall’alba al tramonto, missili di qua e di là, pioggia di bombe dal cielo, droni furbissimi in grado di colpire ovunque e da entrambe le parti.

«In Ucraina sono contenti dell’incontro Draghi-Biden, adesso seguano i fatti, forza con le armi, il tempo dell’addestramento è di alcune settimane intanto l’esercito russo si muove. Il fronte della Moldavia sta lì, trema e da un momento all’altro Putin attacca per un vantaggio da procurare per colpire Odessa, il punto strategico, la vista totale verso il mare. La Turchia non sarà felice e non è un caso se aiuta l’Ucraina. Attenzione, a questo punto l’Occidente rischia una ferita aperta, un faccia a faccia sempre più vicino. I confini della Polonia, a nord, si parla cosìno minacciati, altro rischio per tutti».

E a me sembra sempre che Kiev, la centrale millenaria della dottrina e della religione dell’est-ovest così troppo rassicurata da un silenzio russo. Vediamo e di nuovo speriamo.
 

 

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