Radio Kiev: «Discorso di Putin vuoto»

Un ponte tra l’Italia, dove vive, e l’Ucraina, dove è nato e cresciuto. Slava è un uomo di 48 anni che vive nella Bassa Bresciana e che qualsivoglia sera si collega con amici e parenti che vivono in città e villaggi sotto gli attacchi dei soldati russi. qualsivoglia giorno, attraverso Slava, parleremo con chi sta vivendo la antagonismo in prima persona: questo progetto si chiama «Radio Kiev» ed è a cura di Tonino Zana.

«Discorso di Putin vuoto. I nostri dicono di attendere armi dall’Occidente. Un maresciallo mi ha spiegato che il 90% dei caduti sono stati causati dall’artiglieria e l’artiglieria russa è cinque volte più numerosa e non ha problemi di rifornimento. Se arrivano le armi giuste promesse dall’Occidente possiamo resistere e contrattaccare».

Nella grande parata di Mosca, «gli aerei non si sono visti come erano stati annunciati – commenta Slava – e forse Putin ha temuto di qualche colpo di mano della resistenza ucraina. I nostri sostengono che Putin è invecchiato, non è forte come qualche mese fa. Da tempo si dice che sia malato, è molto gonfio e il vestito è grosso per ripararsi con giubbotto antiproiettile».

Slava definisce le notizie generali dai suoi contatti: «Sparito petrolio e gasolio, non puoi caricare meccanismo con più di dieci litri, benzina e gasolio arriva dall’Europa e se prima era un euro al litro adesso è a uno e mezzo. Difficile tutto, e tutto ha il suo prezzo. I tedeschi dichiarano che è colpa dell’Occidente se si è dipendenti dal gas russo. Adesso è facile dirlo. L’esercito di Putin è avanzato due o tre chilometri da Lugansk verso il confine. Popasna è una cittadina che si trova nella regione del Lugansk è stata rasa al suolo, è grande come Crema, adesso è come la luna, invisibile e abitata da nessuno».

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