Rincaro dei prezzi, durante Usc “uno slogan e uno schiaffo al piatto dove tutti mangiano”

L’ennesimo offesa a tutto il sistema e una vecchia storia quella per cui a San Marino costa tutto di più”. Unione Sammarinese Commercio e Turismo non ci sta e attacca: “uno slogan – dice – utilizzato da chi ha uno stipendio assicurato e non sa cosa voglia dire fare impresa, tra costi fissi, oneri bancari, stipendi e contributi”. Definiscono “inaccettabile entrare a gamba tesa in un libero mercato ove dunque si è liberi di acquistare ove si vuole” e inaccettabili le accuse di voler controllare i rincari mediante l’ingresso nelle commissioni, chiedendosi quale imprenditore voglia correre il rischio di perdere clienti, alzando prezzi, e perdendo così fatturato.

Ricordano che i grandi numeri permettono di abbassare i prezzi di acquisto e su questo – dice USC – le grandi piattaforme basano proprie politiche di vendita. E guardano agli acquisti online, parlando di distorsioni e disparità di trattamento che le aziende commerciali subiscono rispetto ad un sistema malato, chiedendosi se sulle migliaia di pacchi che ogni giorni entrano in Repubblica da fuori confine venga versato il 17% di monofase e ipotizzando che, su un volume stimato di 1500 pacchi in ingresso ogni giorno sul Titano, lo Stato arrivi ad un mancato versamento annuo di 6 milioni 750mila euro.

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