Tragedia dello studente di Udine, giovani in piazza alla Spezia: “Di scuola-lavoro non si può morire. La scuola ha bisogno di una nuova riforma”

Nel tardo pomeriggio di ieri, 28 gennaio, una cinquantina di persone, fra studenti, attivisti e operatori scolastici si sono ritrovati sotto il palazzo della Prefettura

Leonardo Stefanelli

29 Gennaio 2022

Tragedia dello studente di Udine, manifestazione alla Spezia: “Di scuola-lavoro non si può morire”

La Spezia – La morte del giovane studente di Udine, Lorenzo Parelli, vittima di un incidente in fabbrica durante il suo ultimo giorno di scuola-lavoro, ha provocato l’indignazione del Movimento studentesco di tutta Italia.

Diverse le mobilitazioni di protesta, fra queste, anche quella nello Spezzino, dove nel tardo pomeriggio di ieri, 28 gennaio, una cinquantina di persone, fra studenti, attivisti e operatori scolastici si sono ritrovati sotto il palazzo della Prefettura per dar voce ad una tematica che continua a fare discutere.

“Di scuola lavoro non si può morire”, recitava uno striscione. Alla base della mobilitazione c’è proprio questa critica di fondo alle recenti riforme scolastiche, su tutte la cosiddetta “Buona scuola”, accusata di aver sottratto agli studenti tempo prezioso da passare in aula a favore dell’offerta di manovalanza gratuita in azienda.

“Oggi, in tempo di pandemia, la scuola necessita più che mai di una riforma – ha detto il portavoce della protesta -. Una riforma che però parta dal basso, che sappia ascoltare le necessità degli studenti e che infine arrivi ad abolire definitivamente l’alternanza scuola-lavoro”.

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